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Fake news e convinzioni personali, uno studio della Sapienza mostra come nasce il filtro mentale

20/04/2026

Fake news e convinzioni personali, uno studio della Sapienza mostra come nasce il filtro mentale

Le convinzioni personali orientano il modo in cui leggiamo, valutiamo e impariamo dalle notizie molto prima di una scelta consapevole. È questa la direzione indicata da uno studio coordinato dalla Sapienza Università di Roma in collaborazione con il Santa Lucia IRCCS, pubblicato su PNAS, che ha analizzato il rapporto tra credenze soggettive, apprendimento e disinformazione attraverso un esperimento basato anche sulla misurazione della risposta pupillare.

Il lavoro, firmato da Silvana Lozito, Valentina Piga, Sara Lo Presti, Angelica Scuderi, Fabrizio Doricchi, Massimo Silvetti e Stefano Lasaponara, parte da una domanda semplice solo in apparenza: perché alcune informazioni, anche quando vengono smentite o smentibili, continuano a sembrarci più credibili di altre? La risposta proposta dai ricercatori chiama in causa un meccanismo cognitivo profondo, secondo cui ciò che riteniamo vero finisce per guidare anche il modo in cui apprendiamo a scegliere tra informazioni concorrenti.

Come si è svolto l’esperimento e cosa hanno osservato i ricercatori

Lo studio si è sviluppato in tre fasi. In un primo momento ai partecipanti sono state presentate varie notizie, alcune reali e altre false, chiedendo di indicare quali ritenevano vere e quali no. Nella seconda fase è stato introdotto un meccanismo di ricompensa: come in un gioco a premi, i partecipanti dovevano imparare, per tentativi ed errori, quale tra due notizie fosse associata a un guadagno economico. Infine, è stato chiesto loro di confermare o modificare il giudizio iniziale sulla veridicità delle notizie, così da capire se l’esperienza accumulata durante il compito avesse cambiato la loro percezione.

I risultati hanno mostrato una dinamica netta. Quando la ricompensa era collegata a notizie che i partecipanti consideravano già vere, l’apprendimento delle scelte più vantaggiose risultava rapido. Quando invece la ricompensa era associata a notizie ritenute false, emergeva una difficoltà molto più marcata: i partecipanti tendevano a continuare a preferire le notizie giudicate vere, anche quando quella scelta non era premiata. In altre parole, la convinzione iniziale interferiva con la capacità di correggere la strategia sulla base dell’esperienza.

Il ruolo della pupilla e perché questo studio parla anche di disinformazione

Uno degli elementi più interessanti della ricerca riguarda proprio la risposta pupillare, usata come indicatore del coinvolgimento mentale nelle primissime fasi di lettura. I ricercatori hanno osservato una maggiore dilatazione della pupilla durante la lettura delle notizie alle quali i partecipanti avrebbero poi creduto con maggiore sicurezza. Questo dato suggerisce che le preferenze cognitive non intervengono soltanto al momento del giudizio finale, ma si attivano molto prima, mentre l’informazione viene ancora elaborata.

Secondo Stefano Lasaponara, il punto decisivo è che non basta la semplice coerenza con le proprie idee per orientare l’apprendimento: conta il fatto che un’informazione venga percepita come vera. È qui che si inserisce il tema della disinformazione. Se una notizia appare compatibile con il nostro sistema di convinzioni e viene accolta come attendibile, possiamo diventare meno sensibili ai segnali che dovrebbero portarci a rivedere la nostra posizione.

Il lavoro è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences con il titolo “Pupillary response reflects how subjective prior beliefs shape reinforcement learning with fake news” e DOI 10.1073/pnas.2518776123. La sua rilevanza va oltre il laboratorio, perché indica che il contrasto alle fake news non può limitarsi alla sola correzione dei contenuti: servono anche strumenti capaci di intervenire sui processi con cui le persone selezionano, interpretano e consolidano le informazioni. In un ecosistema digitale che tende spesso a rafforzare idee preesistenti, capire questo meccanismo diventa una questione scientifica, sociale e culturale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.