Barriere architettoniche nelle case ATER di Roma, in Commissione trasparenza il punto tra ritardi e manutenzioni
20/04/2026
L’accessibilità degli edifici ATER del Comune di Roma e lo stato delle manutenzioni nei complessi di edilizia residenziale pubblica sono tornati al centro del confronto istituzionale nel corso di un’audizione della tredicesima Commissione Trasparenza e pubblicità della Regione Lazio, presieduta da Massimiliano Valeriani. La seduta, dedicata al piano di abbattimento delle barriere architettoniche e all’attuazione della Delibera di Giunta regionale n. 407 del 25 giugno 2021, ha offerto un quadro articolato su uno dei nodi più delicati per migliaia di residenti: la possibilità di vivere in immobili realmente accessibili, sicuri e adeguati alle esigenze quotidiane di una popolazione spesso fragile.
Il tema non riguarda soltanto l’efficienza amministrativa o la programmazione tecnica degli interventi. Riguarda, in modo diretto, la qualità della vita di anziani, persone con disabilità, cittadini con ridotta mobilità e famiglie che abitano in stabili dove l’assenza di un ascensore o il cattivo stato degli spazi comuni può trasformare ogni spostamento in una difficoltà concreta. La delibera regionale approvata nel 2021 aveva fissato un percorso preciso, pensato per rendere gli immobili ATER più inclusivi attraverso ascensori, servoscala, rampe di accesso e adeguamenti degli spazi condivisi.
Il piano regionale e le difficoltà emerse nell’attuazione
Nel corso dell’audizione è emerso che il piano, pur avendo definito obiettivi chiari, sconta ancora criticità importanti nella fase di attuazione. I ritardi nella realizzazione degli interventi e una distribuzione non uniforme delle opere sul territorio sono stati tra gli aspetti più rilevanti affrontati durante il confronto. Un dato che riporta l’attenzione su una questione ricorrente nella gestione del patrimonio pubblico: la distanza tra la programmazione formale e i tempi reali con cui i lavori arrivano a incidere sulla vita dei residenti.
L’assessore regionale alle Politiche abitative, Pasquale Ciacciarelli, ha illustrato le linee di intervento portate avanti dalla Giunta, soffermandosi sullo stato di avanzamento dei progetti e sulle difficoltà incontrate lungo il percorso. Tra gli ostacoli segnalati figurano la complessità tecnica di molte opere e il tema delle risorse disponibili, elementi che incidono in maniera significativa sull’apertura dei cantieri e sul completamento degli interventi previsti. L’assessore ha comunque ribadito la volontà della Regione di proseguire nell’attuazione del piano ABA, annunciando un monitoraggio più rigoroso e una collaborazione più stretta con ATER.
Sul piano tecnico è intervenuto anche Claudio Marsilio, dirigente dell’ente gestore, che ha fornito un aggiornamento sugli interventi in corso. Il quadro tracciato ha evidenziato come molte opere richiedano tempi lunghi, anche in ragione delle verifiche strutturali sugli edifici e delle procedure amministrative necessarie prima dell’avvio dei lavori. Un passaggio che fotografa bene la complessità di interventi che, pur essendo indispensabili, si inseriscono spesso in contesti edilizi datati e bisognosi di verifiche approfondite.
Le segnalazioni dei comitati e la richiesta di tempi certi
Uno dei momenti più significativi dell’audizione è arrivato con il contributo dei rappresentanti dei comitati cittadini, tra cui Giovanni Calvani e Alessandro Laruffa, che hanno portato in Commissione il punto di vista diretto dei residenti. Le criticità elencate riguardano problemi molto concreti: edifici senza ascensori o con impianti fuori uso, ostacoli quotidiani per persone anziane o con disabilità, ritardi nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie, situazioni di degrado che incidono sia sulla sicurezza sia sul decoro degli immobili.
Le richieste avanzate dai comitati si muovono lungo una linea chiara: maggiore trasparenza sui tempi di realizzazione degli interventi, una comunicazione più efficace tra istituzioni e cittadini e un coinvolgimento diretto degli abitanti nella definizione delle priorità. In contesti di edilizia residenziale pubblica, dove il rapporto tra ente gestore e residenti è spesso segnato da attese lunghe e risposte percepite come insufficienti, il tema della partecipazione assume un peso particolare, perché incide sulla fiducia e sulla possibilità di individuare con tempestività le emergenze più gravi.
Nel corso della seduta sono intervenuti anche il vicepresidente della Commissione Mario Ciarla e i consiglieri Adriano Zuccalà e Laura Cartaginese. Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare il monitoraggio sull’attuazione della delibera regionale, migliorare il flusso informativo verso i cittadini, individuare priorità basate sulle situazioni più critiche e accelerare le manutenzioni per restituire condizioni di maggiore sicurezza e vivibilità ai complessi abitativi.
Il nodo resta aperto e riguarda un patrimonio edilizio vasto, spesso segnato da problemi stratificati. Proprio per questo, la questione delle barriere architettoniche non può essere trattata come un tema secondario o meramente tecnico: dentro quei ritardi si misura il grado di attenzione riservato ai diritti, all’autonomia personale e alla dignità di chi abita nelle case popolari della Capitale.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.