Roma, due ricercati arrestati: frode online da 337 milioni
27/07/2026
Due uomini ricercati dalle autorità straniere sono stati rintracciati e arrestati a Roma in altrettante operazioni coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina – Ufficio Esecuzioni. Il primo, un cittadino cinese di 43 anni, è accusato nel proprio Paese di aver partecipato a un’organizzazione specializzata in frodi online che avrebbe coinvolto circa 300mila vittime e generato profitti illeciti equivalenti a 337 milioni di euro. Il secondo, un cittadino romeno di 34 anni, deve scontare una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione.
Il 43enne individuato in una struttura ricettiva
Il cittadino cinese è stato rintracciato dagli agenti del Reparto Volanti all’interno di una struttura ricettiva della Capitale. L’intervento è stato avviato dopo un alert ricevuto dalla Sala operativa della Questura di Roma.
Le verifiche effettuate nelle banche dati internazionali hanno consentito agli investigatori di accertare la reale identità dell’ospite e la presenza di un mandato di arresto internazionale ai fini estradizionali emesso dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese.
L’uomo è ricercato per reati contro il patrimonio che, secondo la normativa del Paese richiedente, possono essere puniti con l’ergastolo. Accertata la corrispondenza tra la persona controllata e il destinatario del provvedimento, gli agenti hanno proceduto all’arresto.
Il 43enne è stato successivamente trasferito nella casa circondariale di Regina Coeli. L’autorità giudiziaria competente ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, in attesa delle decisioni relative alla richiesta estradizionale.
Piattaforme di gioco e falsi investimenti ad alto rendimento
Secondo le contestazioni formulate dalle autorità cinesi, il ricercato avrebbe partecipato a un gruppo criminale organizzato per realizzare truffe attraverso piattaforme digitali di gioco apparentemente regolari e proposte di investimento con rendimenti particolarmente elevati.
Le vittime sarebbero state attirate dalla prospettiva di ottenere guadagni facili e successivamente convinte a versare somme sempre maggiori. Le piattaforme avrebbero inizialmente mostrato risultati positivi e profitti fittizi, inducendo gli utenti a proseguire con nuovi trasferimenti di denaro.
Quando le persone tentavano di ritirare le somme investite, il sistema avrebbe impedito qualsiasi operazione, rendendo impossibile recuperare il capitale. La struttura attribuita al gruppo avrebbe coinvolto circa 300mila persone e prodotto guadagni illeciti superiori a 2,6 miliardi di yuan, indicati come pari a circa 337 milioni di euro.
Le accuse dovranno essere esaminate nelle sedi giudiziarie competenti. Il cittadino cinese deve essere considerato innocente fino a un eventuale accertamento definitivo delle proprie responsabilità.
Il secondo arresto nel quartiere Tomba di Nerone
La seconda operazione ha riguardato un cittadino romeno di 34 anni, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità del proprio Paese per reati contro l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’uomo è stato localizzato in via Cassia, nel quartiere Tomba di Nerone, grazie alla collaborazione tra il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, la Squadra Mobile di Roma e la Procura della Repubblica.
Alle ricerche hanno partecipato i Falchi della Questura capitolina, che hanno ricostruito gli spostamenti del ricercato fino a individuare il luogo nel quale si trovava. Dopo gli accertamenti sulla sua identità, gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento europeo.
Condannato per guida senza patente e in stato di ebbrezza
Il mandato nei confronti del 34enne è collegato a una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione. Nel 2023 l’uomo era stato sorpreso alla guida di un’automobile con un tasso alcolemico indicato come ampiamente superiore al limite consentito.
Dagli accertamenti era inoltre emerso che non aveva mai conseguito la patente. Le autorità romene hanno quindi emesso il provvedimento restrittivo per consentire l’esecuzione della pena.
Anche il cittadino romeno è stato accompagnato nella casa circondariale di Regina Coeli, dove rimarrà a disposizione della magistratura incaricata di esaminare la procedura di consegna allo Stato richiedente.
Indagini coordinate attraverso i canali internazionali
I due arresti sono il risultato dello scambio di informazioni tra autorità giudiziarie e forze di polizia di diversi Paesi. Segnalazioni operative, banche dati condivise e verifiche sul territorio hanno permesso di localizzare nella Capitale persone destinatarie di provvedimenti emessi all’estero.
Nel primo caso è stato eseguito un mandato internazionale proveniente dalla Cina; nel secondo, un mandato di arresto europeo disposto dalla Romania. Entrambe le operazioni sono state coordinate dall’Ufficio Esecuzioni della Procura di Roma, con il coinvolgimento di differenti articolazioni della Polizia di Stato.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.