Roma, bus a basse emissioni oltre il 50%: raddoppio dal 2019
10/09/2026
A Roma oltre la metà degli autobus del trasporto pubblico locale è a basse emissioni. Nel 2024 la quota ha superato il 50%, contro il 21,4% registrato nel 2019, collocando la Capitale sopra la media dei capoluoghi metropolitani italiani, pari al 47,5%. Il dato emerge dal rapporto Istat “Ambiente Urbano” ed evidenzia, nell’arco di cinque anni, anche una crescita dell’offerta complessiva del trasporto pubblico romano.
Dal 21,4% a oltre il 50% di autobus a basse emissioni
Il cambiamento più marcato riguarda la composizione della flotta. Secondo i dati richiamati dall’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, nel 2019 i mezzi a basse emissioni rappresentavano il 21,4% degli autobus utilizzati nel servizio pubblico romano, una delle percentuali più contenute tra i grandi Comuni italiani.
Nel 2024 la quota ha invece superato il 50%, più che raddoppiando in cinque anni e oltrepassando la media rilevata nei capoluoghi metropolitani. Patanè ha collegato questo risultato al percorso di rinnovamento del sistema di mobilità avviato nella Capitale, precisando che i dati Istat non comprendono ancora diversi interventi attualmente in corso o programmati.
Tra questi figurano il rinnovo della flotta autobus, l’arrivo di nuovi tram e treni, gli interventi sulle reti metropolitana e tranviaria, i progetti legati all’idrogeno e lo sviluppo del servizio di trasporto a chiamata.
L’offerta Tpl sale a 7.293 posti-km per abitante
Il rapporto consente anche di confrontare l’offerta di trasporto pubblico. Nel 2019 Roma occupava il terzo posto nazionale, dietro Venezia e Milano, con 6.883 posti-km per abitante. Nel 2024 il valore è salito a 7.293 posti-km per abitante, con un incremento del 5,9% rispetto a cinque anni prima.
La Capitale mantiene così la terza posizione in Italia e si colloca sopra la media dei capoluoghi metropolitani. Il confronto comprende anche il periodo della pandemia, che aveva determinato una forte contrazione della mobilità e dell’utilizzo del trasporto pubblico.
Nel quadro nazionale, Istat segnala inoltre una crescita delle infrastrutture a impianti fissi nel 2024. La rete metropolitana in esercizio ha raggiunto 212,3 chilometri, con un aumento del 7,3% sul 2023, mentre quella filoviaria è salita a 305,3 chilometri, pari a un incremento del 4,2%. Sostanzialmente stabile la rete tranviaria, attestata a 360,8 chilometri con una variazione negativa dello 0,5%.
Nuovi tram, treni e investimenti sulla rete
Nel programma richiamato dall’assessorato rientrano anche 121 nuovi tram CAF Urbos e i treni Hitachi in consegna, insieme agli interventi sulla metropolitana, al potenziamento della rete tranviaria e alla realizzazione di nuove linee tram.
Tra i progetti citati figura inoltre l’operazione legata all’idrogeno per il deposito di Acilia. Sul fronte dei servizi, Roma sta portando avanti anche il trasporto a chiamata, avviato con una prima sperimentazione nel quartiere di Massimina.
Patanè ha sottolineato che l’obiettivo dell’amministrazione è consolidare l’aumento dell’offerta e proseguire nel miglioramento della sostenibilità della flotta, continuando al tempo stesso a ridurre il divario con le città del Nord Europa. Nel percorso rientrano gli investimenti sulle reti tram e metro e l’utilizzo dei fondi del PNRR destinati al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile.
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