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Viaggio del Ricordo 2026, da Trieste una lezione civile per cento studenti di Roma e provincia

16/04/2026

Viaggio del Ricordo 2026, da Trieste una lezione civile per cento studenti di Roma e provincia

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto: si attraversano con rispetto, si ascoltano, si lasciano sedimentare. L’ultima giornata del Viaggio del Ricordo 2026, promosso da Roma Capitale e Città metropolitana di Roma Capitale con il coinvolgimento di circa cento studenti e studentesse provenienti da quindici scuole di Roma e della provincia, ha avuto proprio questo peso. Non una semplice chiusura del percorso, ma un passaggio denso di significato storico e umano, costruito attorno a due tappe emblematiche della memoria del confine orientale e dell’Europa del Novecento: il Narodni Dom e la Risiera di San Sabba.

La mattinata del 15 aprile si è aperta con la visita al Narodni Dom, edificio che da solo racchiude una pagina decisiva della storia triestina. Nato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento come spazio di aggregazione e rappresentanza per la comunità slovena, il palazzo fu incendiato il 13 luglio 1920 dai fascisti. Quel rogo non fu un episodio marginale, né un gesto isolato di violenza politica: segnò uno dei primi atti squadristi di ampia risonanza e anticipò una stagione di sopraffazione destinata a incidere profondamente sui rapporti tra comunità, identità e appartenenze nazionali.

Il Narodni Dom e la memoria di una frattura europea

Attraverso il racconto dello storico Stefano Ciok, gli studenti hanno potuto ricostruire una vicenda che supera i confini cittadini e si inserisce nel cuore della storia europea del Novecento. Il Narodni Dom non è stato presentato come un semplice edificio simbolico, ma come un punto di osservazione privilegiato per comprendere il concatenarsi di eventi che, nel tempo, hanno alimentato tensioni etniche, reazioni identitarie e spirali di violenza.

In quel luogo si legge, con particolare evidenza, la complessità di un territorio in cui le appartenenze nazionali si sono intrecciate con conflitti politici, repressioni e lacerazioni collettive. Comprendere l’incendio del 1920 significa anche cogliere le radici di ciò che sarebbe accaduto più tardi: il clima di intolleranza, le persecuzioni, la tragedia delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata. Per ragazzi e ragazze in formazione, confrontarsi con questa materia storica direttamente nei luoghi in cui si è compiuta significa acquisire una consapevolezza che nessun manuale, da solo, può restituire con la stessa intensità.

Dalla Risiera di San Sabba una memoria che interroga il presente

Nel pomeriggio il viaggio si è concluso alla Risiera di San Sabba, uno dei luoghi più dolorosi della memoria italiana ed europea. Campo di concentramento nazista, struttura di detenzione, smistamento e uccisione, la Risiera fu attraversata da oltre quarantamila persone, tra oppositori politici, ebrei, donne e bambini. Qui si consumò una delle esperienze più feroci della macchina repressiva nazista sul territorio italiano, e da qui molti prigionieri vennero avviati verso i campi di sterminio.

La visita ha assunto anche il valore di un momento istituzionale e civile. Il consigliere della Città metropolitana di Roma Capitale Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica e alla formazione, insieme all’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e all’assessore del Comune di Trieste Maurizio De Blasio, ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento e accanto alla targa dedicata al piccolo Sergio De Simone. La sua storia, segnata dalla deportazione e dalla morte dopo gli esperimenti di Mengele, restituisce con crudezza il volto individuale della tragedia, strappandola alla distanza astratta dei numeri.

Nelle parole di Parrucci si coglie il senso più profondo dell’iniziativa: trasformare il viaggio in un’esperienza educativa capace di parlare al presente, affidando alla conoscenza storica una funzione etica e civile. Dalla restituzione del Narodni Dom alla comunità slovena triestina, avvenuta nel 2020 come gesto di riconciliazione, fino alla memoria della Risiera, il percorso proposto agli studenti ha tenuto insieme ferite, responsabilità, lutti e possibilità di dialogo.

Hanno partecipato al Viaggio del Ricordo 2026 il Liceo classico sperimentale Bertrand Russell, il Liceo classico e delle scienze umane Plauto, l’IT Giuseppe Garibaldi, l’IS via dei Papareschi, il Liceo artistico statale via di Ripetta, il Liceo Antonio Labriola, il Liceo Maria Montessori, l’IS Evangelista Torricelli, il Liceo Tito Lucrezio Caro, il Liceo James Joyce di Ariccia, l’ISIS Enrico Mattei di Cerveteri, l’IIS Blaise Pascal di Pomezia, l’IS Sandro Pertini di Genzano, l’IIS largo Brodolini di Pomezia e il CMFP di Civitavecchia. Una presenza ampia e composita che conferma quanto la memoria, quando viene proposta con serietà e profondità, possa ancora essere uno strumento formativo essenziale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to