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Roma, la Caffarella diventa prima zona silenziosa

25/06/2026

Roma, la Caffarella diventa prima zona silenziosa

Il Parco della Caffarella è la prima area di Roma Capitale riconosciuta e segnalata come zona silenziosa, grazie a valori di comfort acustico inferiori a 55 lden. I nuovi cartelli sono stati collocati dal dipartimento Tutela Ambientale per indicare ai cittadini una porzione del parco caratterizzata da una qualità sonora particolarmente favorevole, da proteggere e valorizzare nell’ambito delle politiche contro l’inquinamento acustico.

La prima area segnalata nel Piano d’azione capitolino

La misura rientra nel Piano d’azione di Roma Capitale dedicato al contrasto del rumore urbano e alla riduzione della popolazione esposta a livelli elevati di inquinamento acustico. Il documento coinvolge diverse strutture dell’Amministrazione, dalla mobilità ai lavori pubblici, dalle infrastrutture alla pianificazione urbanistica, e individua interventi da realizzare nel breve, medio e lungo periodo.

L’obiettivo è duplice: intervenire sulle situazioni più critiche, dove il rumore incide maggiormente sulla qualità della vita, e allo stesso tempo tutelare le aree che presentano già condizioni acustiche positive. La Caffarella, polmone verde tra il Municipio VII e il Municipio VIII, apre quindi una campagna di comunicazione destinata a proseguire nelle altre zone individuate dal piano.

La scelta del parco assume un valore particolare anche per la sua forte frequentazione quotidiana. La Caffarella è attraversata da famiglie, sportivi, visitatori, associazioni, gruppi culturali e ambientali, ed è interessata dai cantieri di riqualificazione del complesso della Vaccareccia. In questo contesto, la segnalazione dell’area silenziosa punta a rendere più riconoscibile una funzione spesso meno visibile dei grandi parchi urbani: quella di spazio di quiete e recupero psicofisico.

Quattordici zone silenziose tra ville storiche e parchi

La novità principale del nuovo piano riguarda l’individuazione di 14 zone silenziose, ciascuna con una superficie di almeno 3.000 metri quadrati e fruibile dai cittadini. Si tratta prevalentemente di aree verdi inserite all’interno di ville storiche, parchi e riserve, scelte per le loro caratteristiche ambientali e per la capacità di offrire una pausa dal rumore urbano.

Tra le aree individuate figurano il Parco della Caffarella, il Parco dell’Appia Antica, il Parco degli Acquedotti, il Parco di Centocelle, Villa Torlonia, il Parco dell’Aniene, Villa Ada, Villa Doria Pamphili nei lati est e ovest, Villa Borghese, il Cimitero del Verano, il Parco di Monte Mario, il Parco della Cellulosa e la Riserva del Litorale.

La segnaletica installata alla Caffarella rappresenta il primo passaggio operativo di un percorso che punta a rendere queste aree più riconoscibili e tutelate. Il messaggio non riguarda soltanto la conservazione ambientale, ma anche il diritto dei cittadini a trovare spazi pubblici capaci di offrire condizioni di maggiore quiete, soprattutto in una metropoli attraversata da traffico, cantieri, infrastrutture e attività produttive.

Alfonsi: risposta a oltre 740mila persone esposte al rumore

L’assessora capitolina Sabrina Alfonsi ha ricordato che a Roma sono oltre 740mila le persone particolarmente esposte all’inquinamento acustico. Secondo l’Amministrazione, una città più equa e inclusiva deve considerare anche questa forma di fragilità urbana, che incide sulla salute, sul riposo, sulla vivibilità dei quartieri e sulla qualità degli spazi pubblici.

Per Alfonsi, il Parco della Caffarella rappresenta un luogo simbolico perché unisce attività culturali, percorsi ambientali, giochi, escursioni e funzioni sociali diverse. A queste si aggiunge ora il riconoscimento del silenzio come elemento da difendere, definito dall’assessora un refrigerio per la mente, utile in particolare per anziani, persone fragili, bambini e famiglie.

La campagna avviata nel parco tra Appio Latino, Ardeatino e Appia Antica continuerà nelle altre aree selezionate, con l’intento di integrare la lotta al rumore nelle politiche ambientali e urbanistiche della Capitale. La protezione delle zone silenziose diventa così una parte concreta della gestione dello spazio pubblico, accanto agli interventi di mobilità, riqualificazione e tutela del verde.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to