Roma, colpo allo spaccio tra auto, parchi e case della droga
26/05/2026
Dosi di metanfetamina, eroina, crack e cocaina sono state sequestrate dalla Polizia di Stato in una serie di interventi condotti negli ultimi giorni tra il centro, la periferia della Capitale e il litorale romano. Le operazioni hanno colpito diverse modalità di spaccio: dalle auto usate come basi mobili alle consegne nei parchi, fino a una casa trasformata, secondo gli investigatori, in punto di gestione familiare della droga.
Auto usate come basi mobili tra Marconi e Cassia
Uno dei primi interventi è stato condotto dagli agenti dell’XI Distretto San Paolo nella zona di viale Marconi. Un giovane romano è stato fermato mentre aveva con sé un marsupio contenente dosi di metanfetamina ed eroina già pronte per la cessione. Insieme alla droga, gli agenti hanno trovato coltelli e materiale utilizzato per il taglio e il confezionamento delle sostanze, in un sistema che gli investigatori hanno ricondotto a una sorta di laboratorio itinerante.
Gli accertamenti sono proseguiti con la perquisizione personale e domiciliare, durante la quale sono state rinvenute anche alcune cartucce per arma da fuoco. Per l’uomo è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È stato inoltre denunciato all’Autorità giudiziaria per porto abusivo di armi e omessa custodia di munizionamento.
Un’altra base mobile è stata individuata lungo la Cassia. In questo caso il conducente, un romano del 1970, è stato trovato in possesso di dosi preconfezionate di crack e cocaina, oltre a circa 3.000 euro in contanti. Secondo la ricostruzione della Polizia, il veicolo veniva utilizzato per muoversi sul territorio e gestire lo spaccio in forma itinerante.
Crack, cocaina ed eroina tra Alessandrino e Porta Maggiore
Altri tre presunti pusher sono stati fermati nei quadranti Alessandrino e Porta Maggiore. Nel parco Tor Tre Teste, due persone avrebbero agito con ruoli distinti: una come “palo”, l’altra come addetta alla consegna. Tra le siepi era stato ricavato un nascondiglio utilizzato per custodire crack e cocaina, così da alimentare l’attività di vendita nel parco.
Un terzo giovane è stato intercettato dagli agenti delle Volanti nei pressi di una fermata della metropolitana. Alla vista della Polizia avrebbe tentato di evitare il controllo rifugiandosi in una panetteria. Durante l’intervento, gli agenti hanno scoperto che nascondeva nel cavo orale 36 involucri di eroina.
Le operazioni mostrano una rete di spaccio articolata, capace di adattarsi a contesti diversi: strada, parchi pubblici, mezzi in movimento e luoghi di passaggio. Modalità differenti, ma accomunate dalla stessa logica di vendita rapida e distribuzione capillare delle dosi.
Sul litorale una casa trasformata in centrale della cocaina
A Nettuno, gli investigatori del Commissariato Anzio-Nettuno hanno individuato un presunto giro di spaccio gestito all’interno di un’abitazione. Secondo la Polizia, madre e figlia avrebbero organizzato in casa una filiera legata alla cocaina. Durante la perquisizione sono stati trovati anche 3.000 euro in contanti, ritenuti verosimile provento dell’attività illecita.
Nello stesso contesto è stato arrestato anche un uomo che, poco prima, avrebbe cercato di entrare in contatto con le occupanti dell’immobile attraverso richieste formulate in codice al citofono. Durante l’intervento avrebbe opposto resistenza agli agenti nel tentativo di favorire la fuga delle donne e sottrarle al controllo di polizia. Per lui sono scattati l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e la denuncia per favoreggiamento.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria. Le contestazioni riguardano la fase delle indagini preliminari e, per tutte le persone coinvolte, resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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