Roma, 14,7 chili di droga nascosti nella macelleria
10/07/2026
Quasi 14,7 chili di hashish, marijuana e cocaina, circa 75.000 euro in contanti e strumenti destinati alla preparazione delle dosi sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato tra una macelleria di via Fonte Buono e l’abitazione del suo gestore. L’operazione, condotta nel quartiere Montagnola a Roma, ha portato all’arresto di un trentenne, gravemente indiziato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Le segnalazioni sullo spaccio nel quartiere Montagnola
L’indagine è stata avviata dagli agenti dell’VIII Distretto Tor Carbone e del Commissariato di Pubblica Sicurezza Flaminio Nuovo dopo alcune segnalazioni riguardanti una presunta attività di spaccio nella zona della Montagnola.
I poliziotti hanno quindi predisposto una serie di servizi di osservazione, concentrando l’attenzione sul titolare di una macelleria situata in via Fonte Buono. Dopo diversi giorni di accertamenti, gli investigatori hanno intercettato il trentenne in strada mentre si stava dirigendo verso il luogo di lavoro.
Durante il controllo, l’uomo sarebbe stato trovato in possesso di circa 500 grammi di sostanza stupefacente. La droga era suddivisa in panetti da 100 grammi e in confezioni più piccole, con un peso variabile tra nove e 16 grammi. Gli agenti hanno inoltre recuperato oltre 4.000 euro in contanti, ripartiti principalmente in banconote di piccolo taglio.
Droga trovata nei frigoriferi e nel congelatore
Gli elementi emersi durante il controllo hanno portato gli investigatori a estendere le perquisizioni alla macelleria e all’abitazione del sospettato. Seguendo quello che gli agenti hanno definito il percorso tra casa e bottega, è stato possibile ricostruire la presunta organizzazione logistica utilizzata per conservare e preparare le sostanze.
Nei due immobili sono stati sequestrati complessivamente oltre 14,7 chili di droga, tra hashish, marijuana e cocaina. Parte dello stupefacente era nascosta in diversi vani dei locali commerciali e dell’abitazione, mentre altre confezioni erano state collocate all’interno delle celle frigorifere e del congelatore della macelleria.
Secondo le stime investigative, la vendita delle sostanze avrebbe potuto generare un giro d’affari compreso, a seconda della tipologia e delle modalità di commercializzazione, tra diverse centinaia di migliaia di euro e oltre un milione di euro.
Sequestrati 75.000 euro e macchinari per le dosi
Nell’abitazione del trentenne i poliziotti hanno trovato più di 71.000 euro in contanti, ritenuti un possibile provento dell’attività illecita. Sommando questa somma al denaro recuperato durante il controllo in strada, il sequestro ha raggiunto complessivamente circa 75.000 euro.
Gli agenti hanno inoltre rinvenuto bilancini di precisione, apparecchi per il confezionamento sottovuoto e una macchina conta-banconote. Tra gli oggetti sequestrati figura anche un roner da cucina, dispositivo utilizzato normalmente per la cottura a temperatura controllata che, secondo l’ipotesi degli investigatori, sarebbe servito in alcune fasi della lavorazione della sostanza.
Durante la perquisizione sono state recuperate anche due agende compilate a mano. I documenti conterrebbero annotazioni riconducibili alla rendicontazione della presunta attività di vendita e saranno esaminati per individuare eventuali clienti, fornitori o ulteriori persone coinvolte.
Arresto convalidato dall’Autorità giudiziaria
Il gestore della macelleria è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’Autorità giudiziaria ha successivamente convalidato l’operato della Polizia di Stato.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità dell’indagato dovranno quindi essere accertate nel corso del processo e, fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, resta valido il principio della presunzione di innocenza.
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