Roma, gatto carbonizzato al Parco degli Acquedotti
10/07/2026
Il ritrovamento di un gatto carbonizzato all’interno del Parco degli Acquedotti, a Roma, ha riaperto il confronto sulla sicurezza delle grandi aree verdi durante le ore notturne. Sull’episodio, avvenuto nel territorio del Parco regionale dell’Appia Antica, sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti per ricostruire le cause della morte dell’animale e verificare l’eventuale presenza di responsabilità.
Accertamenti sull’animale trovato nel parco
La vicenda ha suscitato preoccupazione tra cittadini, volontari e associazioni impegnate nella tutela degli animali. Al momento, tuttavia, non sono state rese note informazioni definitive sulla dinamica dell’accaduto. Le verifiche dovranno stabilire se il gatto sia stato vittima di un gesto volontario e chiarire quando e in quali circostanze sia avvenuto il fatto.
Rocco Ferraro, consigliere delegato della Città Metropolitana di Roma Capitale per Ambiente, Transizione ecologica, Aree protette e Tutela animale, ha espresso sconcerto per il ritrovamento, invitando a evitare conclusioni prima dell’esito delle indagini. Il rappresentante istituzionale ha però richiamato l’attenzione sulle condizioni di vigilanza nei grandi parchi romani, soprattutto nelle fasce orarie in cui la presenza di operatori e visitatori diminuisce.
Secondo Ferraro, l’episodio dimostra la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e presidio, tutelando sia gli animali presenti nell’area sia i cittadini e i volontari che frequentano il parco.
Controlli notturni e accessi al Parco dell’Appia Antica
La Città Metropolitana di Roma Capitale collabora già con l’Ente Parco regionale dell’Appia Antica nelle attività destinate alla protezione del patrimonio ambientale, della biodiversità e del benessere animale. I controlli vengono concentrati soprattutto nei fine settimana e nelle giornate caratterizzate da una maggiore affluenza.
Alla luce del ritrovamento, Ferraro ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto sulle modalità di controllo degli accessi e delle aree considerate più sensibili. L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di individuare tempestivamente comportamenti illeciti e situazioni di pericolo, prestando particolare attenzione alle ore notturne.
Il Parco degli Acquedotti costituisce una delle zone più conosciute del sistema dell’Appia Antica ed è frequentato quotidianamente da residenti, sportivi, visitatori e proprietari di animali. La sua estensione e la presenza di numerosi ingressi rendono complessa una sorveglianza continua dell’intero territorio.
Proposta di nuove telecamere nelle aree sensibili
Ferraro ha comunicato che, nell’ambito della collaborazione con l’Ente Parco, si farà promotore dello stanziamento di risorse destinate al potenziamento della videosorveglianza. La proposta sarà valutata durante l’iter di approvazione del bilancio della Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il progetto potrebbe prevedere l’installazione di telecamere presso gli accessi e nei punti ritenuti maggiormente esposti. Le apparecchiature servirebbero a supportare le attività di vigilanza, documentare eventuali condotte illecite e agevolare l’identificazione delle persone coinvolte.
L’eventuale collocazione dei dispositivi dovrà essere concordata con l’Ente Parco e definita nel rispetto delle regole sulla tutela del patrimonio ambientale e sulla protezione dei dati personali.
Appello ai cittadini per eventuali segnalazioni
Il consigliere metropolitano ha rivolto un appello a chiunque abbia frequentato il Parco degli Acquedotti nelle ore precedenti al ritrovamento. Testimonianze, immagini o altri elementi utili possono essere comunicati alle autorità competenti, anche quando apparentemente privi di rilevanza.
Gli accertamenti dovranno ora stabilire l’origine dell’incendio e verificare se l’animale sia stato ucciso intenzionalmente. Qualora emergessero condotte penalmente rilevanti, i responsabili potrebbero essere perseguiti secondo le norme previste per i reati contro gli animali.
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