Piccoli pacchi extra-UE, da luglio dazio da 3 euro
23/06/2026
Dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore le nuove regole operative per l’applicazione del dazio doganale temporaneo sulle vendite a distanza di merci provenienti da Paesi extra-UE. La misura, introdotta dal Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1200, riguarda soprattutto i piccoli pacchi acquistati online dai consumatori dell’Unione Europea tramite piattaforme e-commerce, marketplace o venditori esteri.
Il nuovo dazio riguarda gli acquisti online sotto i 150 euro
Il meccanismo si applicherà alle spedizioni con valore intrinseco non superiore a 150 euro, dirette da Paesi terzi verso consumatori dell’Unione Europea. La disciplina resterà in vigore per due anni, dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028, accompagnando il superamento definitivo della franchigia doganale prevista per le importazioni di modico valore.
Per verificare la soglia dei 150 euro sarà considerato il valore complessivo dei prodotti contenuti nella stessa spedizione, inviati dallo stesso venditore allo stesso destinatario. Non entreranno nel conteggio le spese di trasporto e l’eventuale assicurazione. La misura riguarda quindi le operazioni B2C legate al commercio digitale, un segmento cresciuto rapidamente grazie alla diffusione degli acquisti a basso costo su piattaforme internazionali.
Tre euro per ogni articolo, IVA compresa nel calcolo finale
Il dazio sarà applicato in forma forfettaria: 3 euro per ciascun articolo incluso nella spedizione. Il prelievo non sarà quindi calcolato sul pacco nel suo insieme, ma sui singoli prodotti o sulle singole categorie merceologiche presenti all’interno della stessa spedizione.
Questo significa che un ordine composto da tre articoli diversi potrà generare un dazio complessivo di 9 euro. Sul dazio fisso sarà inoltre applicata anche l’IVA del Paese di destinazione, con un impatto diretto sul costo finale dell’acquisto per il consumatore.
Il nuovo sistema introduce anche controlli più stringenti sui flussi postali e sulle spedizioni collettive, con l’obiettivo di contrastare il frazionamento artificioso dei carichi e rendere più tracciabile la gestione doganale delle importazioni di modico valore.
Responsabilità su marketplace, venditori e corrieri
La corretta applicazione del dazio seguirà un ordine di responsabilità definito. In prima battuta saranno coinvolte le piattaforme e-commerce e i marketplace, seguiti da venditori, vettori, corrieri e agenti doganali. Solo in via residuale la responsabilità potrà ricadere su altri soggetti, incluso il consumatore finale.
Le garanzie dovranno essere aggiornate per includere una stima dei dazi attesi sui flussi interessati dal nuovo regime. Si tratta di un passaggio rilevante per gli operatori della logistica e per chi gestisce grandi volumi di spedizioni internazionali dirette ai consumatori europei.
Il nodo del contributo nazionale da 2 euro
Resta aperta la questione del contributo amministrativo nazionale di 2 euro, previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per coprire i costi collegati alle importazioni di piccole spedizioni. Confcommercio ha evidenziato la necessità di prorogare ulteriormente o eliminare tale contributo, per evitare un effetto cumulativo che porterebbe la tassazione a 5 euro sulle spedizioni e-commerce di modico valore.
La proroga attualmente prevista scade il 30 giugno 2026, alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo dazio europeo. Il punto sarà quindi centrale nei chiarimenti applicativi attesi dagli operatori.
Per imprese e consumatori, la nuova disciplina rappresenta un cambiamento concreto nelle regole del commercio online. L’obiettivo è rendere più ordinato il trattamento doganale dei piccoli pacchi extra-UE e riequilibrare la concorrenza tra operatori europei, soggetti a obblighi fiscali e amministrativi più articolati, e venditori esteri attivi su grandi volumi di spedizioni a basso costo.
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