Botteghe Storiche 2.0, a Roma torna la call che porta la tradizione nei quartieri
15/04/2026
Dopo una prima edizione che ha acceso i riflettori su oltre quaranta attività storiche della Capitale, Botteghe Storiche 2.0 torna con un impianto più ampio e un obiettivo ancora più netto: raccontare Roma a partire dai suoi esercizi di prossimità, dalle insegne che resistono nel tempo e dai mestieri che continuano a dare forma all’identità dei quartieri. Il progetto è promosso da Confcommercio Roma con il contributo della Camera di Commercio di Roma e si presenta come un’operazione culturale e insieme economica, pensata per valorizzare attività che custodiscono memoria, competenze e relazioni quotidiane.
La novità più significativa di questa seconda edizione sta nello sguardo territoriale. Se il primo progetto aveva concentrato l’attenzione sul centro storico, questa volta il raggio d’azione si allarga verso le aree semicentrali e periferiche della città, là dove si conserva un patrimonio commerciale meno esposto ai riflettori ma spesso più radicato nel tessuto urbano.
È in questi quartieri che sopravvivono storie imprenditoriali autentiche, botteghe riconosciute da generazioni di residenti, attività che non svolgono soltanto una funzione economica ma contribuiscono a definire il carattere stesso dei luoghi.
Una call dedicata alle attività che custodiscono il commercio di prossimità
La selezione è rivolta a botteghe con almeno 30 anni di attività, appartenenti a qualsiasi settore merceologico, purché siano in grado di rappresentare il valore profondo del commercio di vicinato. Non si guarda soltanto alla longevità dell’impresa, ma alla sua capacità di essere presidio urbano, punto di riferimento sociale e testimonianza concreta di una Roma che continua a vivere anche fuori dagli itinerari più battuti.
Un’attenzione particolare sarà riservata alle realtà che stanno attraversando una fase di trasformazione, per esempio in presenza di un passaggio generazionale. È qui che il progetto trova uno dei suoi aspetti più interessanti: non si limita a celebrare il passato, ma intercetta quelle esperienze in cui giovani imprenditori stanno raccogliendo l’eredità di mestieri storici, reinterpretandoli con strumenti, linguaggi e visioni contemporanee. La tradizione, dunque, non come immagine immobile da conservare, ma come materia viva, capace di rinnovarsi senza perdere riconoscibilità.
Visibilità, strumenti digitali e nuovi itinerari per quaranta botteghe
Le 40 attività selezionate entreranno in un percorso di valorizzazione articolato, costruito per rafforzarne la presenza pubblica e la capacità di raccontarsi. Il progetto prevede visibilità online attraverso la landing page dedicata e una fanzine in formato digitale e cartaceo, strumenti che contribuiranno a restituire al pubblico storie, volti e peculiarità delle botteghe coinvolte.
Le attività saranno inoltre inserite in itinerari tematici di quartiere, un aspetto che amplia il progetto oltre la semplice promozione individuale e lo trasforma in una mappa narrativa della città. Non si tratta soltanto di segnalare negozi storici, ma di costruire percorsi capaci di leggere il territorio attraverso le sue attività commerciali, mettendo in relazione economia locale, memoria urbana e identità sociale.
Per 12 botteghe è prevista anche la realizzazione di una videointervista professionale, mentre tutte le realtà coinvolte potranno beneficiare di un supporto alla digitalizzazione e di assistenza per l’iscrizione agli albi ufficiali. È un passaggio importante, perché mostra la volontà di accompagnare queste attività non solo sul piano simbolico, ma anche su quello degli strumenti concreti necessari a rafforzarne la presenza e la competitività.
A curare i materiali del progetto sarà Bla Studio, realtà creativa ideatrice di Romadiffusa, format culturale che negli ultimi anni ha contribuito a rinnovare il racconto della Capitale attraverso uno sguardo più vicino ai quartieri, alle comunità e alle forme meno convenzionali della vita urbana.
Le botteghe interessate possono presentare la propria candidatura entro venerdì 8 maggio 2026. L’iniziativa conferma una direzione sempre più chiara: riconoscere che il commercio storico non è soltanto un’eredità da tutelare, ma una risorsa attiva per immaginare una città più consapevole della propria identità e più capace di valorizzare ciò che la rende unica, anche lontano dalle sue vetrine più note.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.