Roma, refurtiva schermata con la stagnola: fermati tre uomini
01/06/2026
Avevano avvolto strumenti medici, dispositivi elettronici, ricettari e timbri nella carta stagnola, nel tentativo di schermare eventuali segnali di tracciamento satellitare dopo un furto commesso ai danni di un medico dermatologo in via Nomentana, a Roma. Il piano di fuga è stato però interrotto dai Falchi della Polizia di Stato, che hanno fermato l’auto su cui viaggiavano tre uomini nei pressi dell’uscita A24, in direzione Ponte di Nona. Per i tre, cittadini georgiani tra i 37 e i 49 anni, è scattato il fermo di indiziato di delitto.
Il controllo dopo il furto in via Nomentana
Gli investigatori della VI sezione della Squadra Mobile hanno notato il veicolo procedere ad alta velocità e hanno deciso di intimare l’alt. La successiva perquisizione ha permesso di ricostruire quanto sarebbe accaduto poco prima, quando la refurtiva era stata sottratta dall’autovettura di un dermatologo parcheggiata in via Nomentana.
Sotto i sedili anteriori gli agenti hanno trovato diversi oggetti avvolti in rotoli di carta di alluminio. All’interno c’erano apparecchiature sanitarie specialistiche, dispositivi elettronici, medicinali, ricettari, materiale clinico e timbri. Proprio questi ultimi elementi hanno consentito di risalire rapidamente al professionista derubato e di verificare la provenienza del materiale recuperato.
Secondo la ricostruzione della Polizia, la carta stagnola sarebbe stata utilizzata per ostacolare la localizzazione della refurtiva e guadagnare tempo durante la fuga. Una precauzione che non ha impedito agli agenti di intercettare il mezzo e bloccare i sospettati prima che il carico potesse essere trasferito altrove.
Nel bagagliaio trovato un kit per lo scasso
Il controllo dell’auto ha portato anche al ritrovamento, nel vano bagagli, di un vero e proprio “kit del mestiere”. Gli agenti hanno sequestrato attrezzatura ritenuta idonea allo scasso, elemento che ha rafforzato il quadro indiziario emerso durante la perquisizione.
Gli investigatori ritengono che i tre avessero trasferito il materiale rubato sulla propria vettura con l’obiettivo di raggiungere un punto di raccolta e successivo smistamento della merce. Una modalità compatibile con un’organizzazione rapida della refurtiva, destinata probabilmente a essere separata, rivenduta o comunque sottratta ai controlli.
Il valore delle apparecchiature sanitarie e la presenza di ricettari, timbri e materiale clinico rendono il furto particolarmente delicato. Non si tratta soltanto di beni strumentali sottratti a un professionista, ma anche di documentazione e dispositivi potenzialmente sensibili, recuperati prima che potessero uscire dalla disponibilità degli investigatori.
Fermo convalidato a Piazzale Clodio
Per i tre uomini, tutti di nazionalità georgiana e di età compresa tra 37 e 49 anni, è stato disposto il fermo di indiziato di delitto. Sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.
Il provvedimento è stato convalidato ieri mattina nelle aule di Piazzale Clodio. Le indagini proseguono per ricostruire eventuali collegamenti con altri episodi simili e per chiarire la destinazione del materiale sottratto.
Come previsto in questa fase del procedimento, le contestazioni si riferiscono alle indagini preliminari. Per gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to