Roma, piano casa: fabbisogno stimato in 70mila alloggi
16/09/2026
Roma avrà bisogno di circa 70mila alloggi nei prossimi dieci anni e il Campidoglio punta a rispondere alla domanda abitativa con un nuovo pacchetto di strumenti per housing sociale, edilizia pubblica e abitazioni a prezzi accessibili. Il quadro degli interventi è stato illustrato dagli assessori di Roma Capitale all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, e al Patrimonio e alle Politiche abitative, Andrea Tobia Zevi, durante un confronto con la Commissione regionale Lazio dell’Associazione Bancaria Italiana.
Roma stima 30mila alloggi destinati all’housing sociale
La previsione dell’Amministrazione suddivide il fabbisogno complessivo in tre grandi aree: circa 20mila abitazioni di edilizia pubblica, 30mila alloggi di housing sociale e altre 20mila case destinate al mercato libero per persone e famiglie appartenenti alla fascia di reddito intermedia.
È proprio quest’ultima parte della domanda abitativa, insieme a quella dell’housing sociale, a rappresentare uno dei nodi affrontati dal Comune. Si tratta di cittadini che percepiscono un reddito da lavoro ma incontrano difficoltà ad accedere tanto all’edilizia residenziale pubblica quanto alle condizioni economiche offerte dal mercato immobiliare ordinario. Tra i destinatari individuati figurano lavoratori precari, giovani famiglie, nuclei monoparentali e lavoratori essenziali, compresi insegnanti, infermieri, operatori sociali e appartenenti alle forze dell’ordine.
Aree e immobili pubblici senza nuovo consumo di suolo
Uno degli strumenti su cui Roma Capitale intende costruire la nuova politica abitativa è la Delibera 203 del 2025, attraverso la quale vengono messi a disposizione aree, patrimonio pubblico e strumenti urbanistici per favorire interventi di edilizia accessibile evitando ulteriore consumo di suolo.
A questa misura dovrebbe affiancarsi il Regolamento Capitolino per l’Abitare Sociale, attualmente in fase di definizione. Il testo dovrà stabilire criteri di accesso agli alloggi, modalità di gestione, regole per la determinazione dei canoni e requisiti per l’individuazione dei gestori sociali, creando un sistema uniforme sull’intero territorio della Capitale.
Il Campidoglio sta valutando inoltre una serie di strumenti finanziari per rendere sostenibili gli interventi: contributi a fondo perduto, opzioni di acquisto a tempo, partecipazioni in equity, garanzie contro la morosità e misure collegate al canone. Il meccanismo ipotizzato prevede un sostegno pubblico crescente in relazione alla quantità di edilizia residenziale sociale inserita nei singoli progetti.
Agenzia Sociale per l’Abitare e fondo contro la morosità
Nel nuovo modello avrà un ruolo centrale l’Agenzia Sociale per l’Abitare di Roma Capitale, chiamata ad accompagnare proprietari e inquilini nella gestione dei rapporti di locazione. L’Agenzia avrà inoltre il compito di gestire il “Registro dei soggetti” considerati idonei per l’assegnazione degli alloggi.
Parallelamente è in fase di attivazione un fondo di garanzia destinato a ridurre il rischio di mancato pagamento dei canoni per i proprietari. L’obiettivo è incentivare l’ingresso sul mercato di ulteriori abitazioni disponibili con contratti a canone concordato.
Allo studio con la BEI un veicolo finanziario pubblico-privato
Sul versante degli investimenti, Roma Capitale sta lavorando con la Banca Europea degli Investimenti alla definizione di un veicolo finanziario pubblico-privato destinato all’acquisizione, alla rigenerazione e alla realizzazione di immobili da offrire a canoni accessibili.
Il modello allo studio prevede che l’Amministrazione conferisca capitale e patrimonio pubblico, compresi terreni, immobili e diritti di superficie, mettendo inoltre a disposizione competenze amministrative e indirizzo strategico. Investitori privati e istituzionali potrebbero invece intervenire con capitale, progettazione e capacità di sviluppo.
L’assessore Maurizio Veloccia ha indicato nel coinvolgimento del sistema del credito uno dei passaggi necessari per aumentare il numero di abitazioni accessibili, mantenendo una regia pubblica sugli obiettivi degli interventi. Tobia Zevi ha evidenziato come la domanda abitativa interessi ormai anche lavoratori che, pur disponendo di un reddito, non riescono a sostenere i prezzi del mercato ordinario. Il nuovo sistema punta quindi ad ampliare l’offerta rivolta a giovani, famiglie e lavoratori essenziali, combinando patrimonio pubblico, garanzie e capitali privati.
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