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Roma, furti e taccheggio pesano sui negozi: allarme Confcommercio

17/05/2026

Roma, furti e taccheggio pesano sui negozi: allarme Confcommercio

Furti, taccheggio, abusivismo, contraffazione e degrado urbano continuano a pesare sulle imprese romane del commercio e dei pubblici esercizi. È il quadro emerso dalla tredicesima edizione della Giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, promossa da Confcommercio e ospitata nella sede nazionale della Confederazione, dove sono stati presentati i dati dell’indagine realizzata da Format Research sui fenomeni illegali che colpiscono il terziario.

Illegalità e sicurezza urbana al centro della Giornata

L’edizione 2026 dell’iniziativa è stata dedicata al tema “Più negozi e più sicurezza per contrastare la desertificazione e far crescere le comunità”. Al centro del confronto, il rapporto tra presenza delle attività economiche di prossimità, vivibilità dei quartieri e contrasto ai reati che danneggiano imprese, lavoratori e cittadini.

A livello nazionale, secondo l’indagine Format Research per Confcommercio, nel 2025 l’illegalità ha generato un costo stimato di 41 miliardi di euro per le imprese del commercio e dei pubblici esercizi, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro regolari. Tra le richieste avanzate dalla Confederazione figurano un rafforzamento dei presidi visibili sul territorio, interventi più incisivi contro il taccheggio, piani specifici per le aree commerciali maggiormente esposte e misure di sostegno agli investimenti privati in sicurezza.

Il tema riguarda direttamente anche Roma e il Centro Italia. Il 28,3% delle imprese segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025, un valore vicino al dato nazionale, pari al 29%. Le preoccupazioni maggiori riguardano furti, truffe informatiche e aggressioni, con i furti indicati come il fenomeno criminale percepito in maggiore aumento.

Taccheggio, abusivismo e contraffazione danneggiano le imprese

Il dato sul taccheggio conferma una pressione costante sulle attività commerciali. Il 62,2% delle imprese del commercio dichiara di subirlo e, tra queste, l’11,7% segnala episodi quotidiani o più volte a settimana. I prodotti più colpiti sono profumi e cosmetici, abbigliamento e calzature, accessori moda, piccola elettronica e alimentari.

Restano rilevanti anche abusivismo e contraffazione, fenomeni che penalizzano il 64,8% delle imprese del terziario del Centro Italia, soprattutto attraverso concorrenza sleale e riduzione dei ricavi. Per difendersi, molte attività hanno già sostenuto costi diretti: l’86% delle imprese ha investito negli ultimi anni in misure di sicurezza, in particolare videosorveglianza e sistemi di allarme antifurto.

Per il presidente di Confcommercio Roma, Pier Andrea Chevallard, i dati mostrano quanto l’illegalità continui a condizionare lo sviluppo delle imprese cittadine. “La percezione di insicurezza, unita al degrado urbano, rende più difficile investire e fare impresa sul nostro territorio”, ha dichiarato, chiedendo alle istituzioni di rafforzare il presidio del territorio e ringraziando le Forze dell’Ordine per l’impegno quotidiano.

Bertoni: furti e danneggiamenti colpiscono il commercio moda

Dal settore moda arriva un’ulteriore richiesta di interventi coordinati. Massimo Bertoni, presidente di Federmoda Roma, ha sottolineato come furti, taccheggio e danneggiamenti incidano sui ricavi, ma anche sulla serenità di chi lavora ogni giorno nei negozi.

“Il taccheggio non è più un episodio isolato, ma una criticità sempre più frequente per molte attività commerciali”, ha affermato Bertoni. Per i negozianti, ha aggiunto, significa subire perdite economiche, aumentare le spese per proteggersi e operare in un clima di preoccupazione costante. Da qui la richiesta di un’azione più incisiva e coordinata, perché la sicurezza delle imprese viene considerata parte integrante della sicurezza urbana.

La Giornata della Legalità ha ribadito il legame tra commercio di prossimità e presidio dei quartieri. Secondo Confcommercio, dove le saracinesche si abbassano crescono degrado, isolamento e percezione di insicurezza; dove i negozi restano attivi, le strade sono più frequentate, controllate e vivibili.

Per questo la Confederazione sollecita un lavoro congiunto tra istituzioni, Prefetture, Comuni, Forze dell’Ordine e associazioni di categoria, con interventi mirati nelle aree più esposte a furti, taccheggio, abusivismo, contraffazione, mala movida e degrado urbano. La legalità, per le imprese del terziario, resta una condizione concreta per investire, creare lavoro e contribuire allo sviluppo economico e sociale della città.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to