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Roma, due rapine in 48 ore: 56enne arrestato a Regina Coeli

06/10/2026

Roma, due rapine in 48 ore: 56enne arrestato a Regina Coeli

Un uomo di 56 anni, romano, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché gravemente indiziato di rapina aggravata in relazione a due colpi messi a segno, secondo l’accusa, a distanza di appena 48 ore in due supermercati della Capitale. L’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave, si è concentrata sulla ricostruzione degli spostamenti del presunto autore attraverso i sistemi di videosorveglianza e su un particolare fisico ritenuto decisivo: un tatuaggio sull’avambraccio.

Il primo colpo nel quartiere Nomentano

I fatti risalgono allo scorso agosto. Gli investigatori del Commissariato di P.S. Porta Pia hanno iniziato a lavorare su una rapina avvenuta nel quartiere Nomentano, dove un uomo con il volto nascosto da casco e mascherina e con guanti in lattice avrebbe fatto irruzione in un supermercato.

Secondo la ricostruzione investigativa, il rapinatore avrebbe minacciato il responsabile dell’esercizio commerciale con una pistola, impossessandosi dell’incasso e anche del portafoglio di una cliente presente nel locale. Subito dopo si sarebbe allontanato utilizzando uno scooter, con la targa coperta da una busta di plastica nera per ostacolarne l’identificazione.

A distanza di circa due giorni, nel quartiere Aurelio, si sarebbe verificata una seconda rapina con caratteristiche considerate dagli investigatori fortemente compatibili con quelle del primo episodio. Modalità operative, mezzo utilizzato e comportamento dell’autore hanno spinto gli agenti ad approfondire l’ipotesi che dietro i due colpi potesse esserci la stessa persona.

Le telecamere ricostruiscono il percorso dello scooter

Un ruolo centrale nell’indagine è stato svolto dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Gli agenti hanno analizzato una sequenza di filmati per ricostruire, fotogramma dopo fotogramma, il percorso compiuto dal presunto rapinatore nell’arco delle 48 ore.

La cosiddetta “roadmap” ricavata dalle telecamere ha permesso agli investigatori di seguire gli spostamenti dello stesso scooter e di mettere a confronto numerosi elementi. Tra questi figuravano le caratteristiche del veicolo, gli indumenti indossati e la postura del conducente.

L’analisi delle immagini ha inoltre consentito di individuare un dettaglio ritenuto particolarmente significativo: un tatuaggio visibile sull’avambraccio. Il particolare è stato confrontato con altri elementi acquisiti dagli investigatori attraverso fonti aperte e avrebbe contribuito a ricondurre la persona ripresa dalle telecamere al 56enne successivamente indagato.

Casco, guanti e mascherine trovati durante la perquisizione

Gli accertamenti sono proseguiti con una perquisizione domiciliare. Nell’abitazione nella disponibilità dell’uomo gli agenti hanno rinvenuto diversi oggetti ritenuti compatibili con quelli osservati nei filmati delle rapine.

In particolare sono stati trovati mascherine, guanti in lattice e un casco bianco della stessa marca e dello stesso modello di quello ripreso dai sistemi di videosorveglianza. È stato inoltre recuperato materiale considerato compatibile con il sistema utilizzato per coprire la targa dello scooter durante la fuga.

Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Roma e sono confluiti nel provvedimento cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari.

Il 56enne trasferito nel carcere di Regina Coeli

L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita dalla Polizia di Stato e il 56enne è stato trasferito nel carcere romano di Regina Coeli. L’uomo risulta gravemente indiziato del reato di rapina aggravata in concorso.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate nei confronti dell’indagato dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie e resta applicabile il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to