Caricamento...

Roma Rete News 24 Logo Roma Rete News 24

Roma, 35 milioni di insetti nei musei europei: lo studio Sapienza

04/09/2026

Roma, 35 milioni di insetti nei musei europei: lo studio Sapienza

Tra 26 e 35 milioni di esemplari di Ditteri sono custoditi nelle collezioni di 16 grandi musei europei, ma una parte consistente di questo patrimonio scientifico resta ancora da studiare e digitalizzare. A fotografare per la prima volta su larga scala questa risorsa è una ricerca internazionale coordinata da Pierfilippo Cerretti e Dario Nania, studiosi del Museo di Zoologia del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma. Il lavoro, pubblicato sulla rivista BioScience, individua anche le priorità necessarie per trasformare le collezioni storiche in strumenti utili allo studio della biodiversità e dei cambiamenti ambientali.

Sotto esame 16 grandi collezioni museali europee

Alla ricerca hanno partecipato oltre 20 scienziati, tra entomologi e curatori museali, provenienti da 16 importanti istituzioni europee. Come gruppo di riferimento sono stati scelti i Ditteri, l’ordine di insetti che comprende, tra gli altri, mosche, zanzare e tafani.

La scelta è legata alla straordinaria varietà di questo gruppo animale. Le specie di Ditteri già descritte superano quota 170.000, mentre le stime scientifiche indicano che il numero effettivo potrebbe avvicinarsi a un milione di specie. Questi insetti occupano numerose funzioni negli ecosistemi e rivestono anche una forte rilevanza sanitaria ed economica.

Gli esemplari conservati nei musei costituiscono una vasta banca di informazioni morfologiche, genetiche ed ecologiche. Campioni raccolti in periodi e luoghi differenti permettono infatti ai ricercatori di confrontare le popolazioni nel tempo e ricostruire trasformazioni che sarebbero difficili da osservare attraverso il solo monitoraggio contemporaneo.

Dalle collezioni dati su clima e specie invasive

Il Museo di Zoologia della Sapienza lavora da tempo sulla digitalizzazione delle proprie collezioni e su quelle conservate dalle istituzioni partner. Ricerche precedenti hanno dimostrato che l’analisi sistematica di questi archivi può aiutare a ricostruire cambiamenti nella struttura e nel funzionamento degli ecosistemi associati al riscaldamento climatico.

Le collezioni possono inoltre fornire informazioni sull’arrivo e sulla diffusione delle specie aliene invasive. La presenza di esemplari raccolti decenni o secoli fa consente di risalire nel tempo, confrontare la distribuzione geografica delle specie e seguire l’evoluzione delle popolazioni naturali.

Il problema individuato dallo studio riguarda la grande quantità di materiale ancora poco conosciuto: milioni di campioni risultano conservati ma non completamente studiati. Ogni museo possiede inoltre collezioni con caratteristiche differenti, legate alle aree geografiche esplorate, ai periodi di raccolta e alle specializzazioni scientifiche sviluppate nel tempo. Il loro valore emerge quindi anche dalla possibilità di mettere in relazione patrimoni diversi e complementari.

Cinque priorità per rendere accessibile il patrimonio scientifico

Gli autori dello studio hanno individuato cinque linee di intervento per ampliare l’utilizzo scientifico delle collezioni. Tra le priorità figurano il sostegno ai programmi di monitoraggio a lungo termine e al deposito di nuovi esemplari, insieme al rafforzamento delle infrastrutture dedicate alle analisi molecolari e alle tecnologie di imaging.

La ricerca indica inoltre la necessità di investire nella formazione di personale specializzato, accelerare la digitalizzazione dei campioni e migliorare lo scambio di dati, strumenti e competenze tra musei e istituzioni scientifiche. Rendere accessibili queste informazioni permetterebbe agli studiosi di analizzare su una scala molto più ampia l’evoluzione della biodiversità europea e gli effetti delle trasformazioni ambientali.

Lo studio, intitolato “Untapped Potential of European Natural History Collections of Megadiverse Diptera”, è stato pubblicato nel 2026 su BioScience e coinvolge ricercatori di numerosi istituti europei. La mappatura coordinata dalla Sapienza offre così una prima dimensione quantitativa di un patrimonio composto da decine di milioni di esemplari, molti dei quali attendono ancora di essere identificati, analizzati e integrati nelle banche dati scientifiche.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.