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Monteverde, sei chili di hashish nascosti nel frigorifero: arrestato un trentaquattrenne

15/04/2026

Monteverde, sei chili di hashish nascosti nel frigorifero: arrestato un trentaquattrenne

La droga era stata nascosta in un punto che, almeno nelle intenzioni di chi la custodiva, avrebbe dovuto apparire insospettabile: un cassetto del frigorifero, tra gli ortaggi, così da attenuarne l’odore e confonderla con gli alimenti presenti in cucina. È lì che la Polizia di Stato ha trovato sei chili di hashish nel corso di un’operazione condotta nel quartiere Monteverde, a Roma, che si è conclusa con l’arresto di un trentaquattrenne romano, ora gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’intervento è il risultato di una mirata attività investigativa portata avanti dagli agenti del III Distretto Fidene Serpentara, che da tempo stavano monitorando i movimenti dell’uomo attraverso servizi di osservazione predisposti per ricostruirne abitudini e possibili condotte illecite. Quando gli elementi raccolti hanno delineato un quadro ritenuto sufficientemente solido, i poliziotti sono entrati in azione, facendo irruzione nell’appartamento di via dei Colli Portuensi.

L’irruzione nell’appartamento e la droga nascosta in cucina

Per sorprendere il sospettato e impedirgli di disfarsi dello stupefacente prima del controllo, gli investigatori si sono guadagnati l’accesso all’abitazione con un espediente studiato proprio per annullare ogni margine di reazione. Una volta all’interno, la perquisizione ha condotto rapidamente al ritrovamento della sostanza.

Secondo quanto accertato dagli agenti, l’hashish era stato occultato tra il frigorifero e i pensili della cucina, con una parte della droga sistemata all’interno di un cassetto del frigorifero, in mezzo agli ortaggi. Un accorgimento che avrebbe avuto una funzione precisa: mimetizzare gli odori e rendere meno evidente la presenza dello stupefacente in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

Insieme ai sei chili di hashish, gli agenti hanno rinvenuto anche materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione, elementi che, nel contesto investigativo, rafforzano l’ipotesi di una detenzione finalizzata allo spaccio e non compatibile con un uso personale della sostanza.

L’arresto e la misura cautelare in carcere

Per il trentaquattrenne sono scattate immediatamente le manette. Dopo l’arresto, l’Autorità giudiziaria ha proceduto alla convalida del provvedimento, disponendo per l’uomo la custodia in carcere. La contestazione mossa nei suoi confronti è quella di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, sulla base del quantitativo sequestrato e del materiale rinvenuto nell’abitazione.

L’operazione si inserisce in un’attività di contrasto allo spaccio che continua a interessare diversi quadranti della città, con particolare attenzione agli appartamenti privati trasformati in depositi di sostanze e basi operative per il confezionamento.

In casi come questo, il tentativo di occultare la droga in luoghi domestici apparentemente ordinari mostra quanto la gestione dello stupefacente venga spesso accompagnata da accorgimenti pensati per eludere i controlli, senza però riuscire a sottrarsi a un’attività investigativa costruita con pazienza e osservazione sul campo.

Resta, in ogni caso, la precisazione dovuta sul piano giuridico: gli elementi raccolti attengono alla fase delle indagini preliminari e, per l’indagato, vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.