Ladispoli, centro estetico abusivo con attestato falso
20/05/2026
Un centro estetico molto frequentato a Ladispoli è stato bloccato dalla Polizia di Stato dopo la scoperta di un’attività abusiva gestita con un attestato professionale ritenuto falso. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato di P.S. Ladispoli, la titolare, una donna di origini cinesi, avrebbe esercitato la professione di estetista senza possedere una reale abilitazione, utilizzando una certificazione “clonata” per ottenere l’autorizzazione comunale.
Il controllo nel beauty lab e il documento sospetto
L’intervento è nato nell’ambito di un’attività investigativa avviata su una presunta filiera di trattamenti estetici illegali sul litorale tirrenico. Gli agenti hanno concentrato l’attenzione su un’attività che, grazie al passaparola e a una clientela ormai fidelizzata, era diventata uno dei punti di riferimento della zona per trattamenti estetici personalizzati.
Dietro l’immagine di un centro curato e apprezzato dalle clienti, gli investigatori hanno però individuato quella che viene descritta come una struttura priva delle necessarie garanzie professionali. La donna, secondo gli accertamenti, avrebbe svolto trattamenti estetici senza una formazione riconosciuta e senza le competenze richieste per operare in un settore che riguarda direttamente la cura della persona e il benessere dei clienti.
Durante il controllo, la titolare ha consegnato agli agenti un titolo abilitativo alla professione di estetista. Il documento, tuttavia, ha subito sollevato dubbi: sarebbe stato rilasciato da una struttura inesistente o comunque non autorizzata né a svolgere attività formative né a emettere certificazioni valide per l’esercizio della professione.
La falsa certificazione e la denuncia
Messa di fronte agli elementi raccolti, la donna avrebbe ammesso di aver ottenuto quella presunta specializzazione attraverso l’intervento di un connazionale. Secondo la ricostruzione investigativa, nel 2024 l’uomo le avrebbe fornito la falsa certificazione dietro pagamento di una somma di denaro. Quel documento sarebbe poi stato utilizzato come requisito per ottenere l’autorizzazione comunale all’apertura e alla gestione dell’attività estetica.
Alla luce degli accertamenti, gli agenti del Commissariato di Ladispoli hanno sequestrato la documentazione ritenuta falsa e disposto il divieto di prosecuzione dell’attività di estetica abusiva. Per la titolare è scattata la denuncia per esercizio abusivo della professione e falsità materiale.
Le verifiche proseguiranno per chiarire l’eventuale esistenza di ulteriori responsabilità nella produzione e nella circolazione dell’attestato. L’attenzione degli investigatori resta rivolta anche alla possibile rete di soggetti coinvolti nel rilascio di documenti irregolari destinati ad attività commerciali del settore estetico.
Presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva
Il provvedimento ha interrotto l’attività del centro, che secondo gli inquirenti operava senza i requisiti professionali previsti dalla normativa. La vicenda si inserisce nei controlli della Polizia di Stato finalizzati a contrastare attività abusive e potenzialmente rischiose per i consumatori, soprattutto in ambiti nei quali competenza tecnica, igiene e abilitazioni professionali sono elementi essenziali.
Le contestazioni formulate nei confronti della donna si riferiscono alla fase delle indagini preliminari. Per l’indagata resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.