Aggressioni in sanità, il Lazio valuta la costituzione di parte civile
25/09/2026
La Regione Lazio potrebbe costituirsi direttamente parte civile nei procedimenti penali legati ad aggressioni contro lavoratori della sanità, del trasporto pubblico locale e volontari della Protezione civile. Il 24 settembre 2026 la commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Flavio Cera, ha ascoltato dirigenti di Asl e aziende ospedaliere sulla proposta di legge dedicata alla tutela del personale vittima di episodi di violenza.
La proposta per l'intervento diretto della Regione
La proposta è stata illustrata da Manuela Mari, prima firmataria del testo, che ha indicato come obiettivo il rafforzamento della protezione dei lavoratori esposti ad aggressioni durante lo svolgimento delle proprie attività. Il provvedimento prevede che la Regione possa intervenire direttamente nei procedimenti penali attraverso la costituzione di parte civile.
Attualmente questa possibilità può essere esercitata dalle singole aziende in maniera discrezionale. La nuova disciplina punta invece a definire un coinvolgimento regionale più strutturato nei casi di violenza commessa ai danni del personale appartenente ai settori individuati dalla proposta.
All'audizione hanno partecipato rappresentanti delle Asl Roma 1, Roma 2, Roma 3, Roma 4, Roma 5 e Roma 6, oltre alle aziende sanitarie di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Sono intervenuti anche esponenti dell'Azienda ospedaliera San Camillo, del Policlinico Tor Vergata e di Ares 118.
Dalle aziende sanitarie richieste modifiche al testo
Nel corso del confronto è emerso un generale apprezzamento per l'impostazione della proposta, accompagnato però da numerose richieste di integrazione. Tra i punti sollevati figura l'ipotesi di estendere la tutela a tutte le persone che lavorano nel settore sanitario, evitando di limitarla esclusivamente al personale formalmente appartenente al comparto.
I dirigenti ascoltati hanno inoltre chiesto di mantenere la possibilità per le singole aziende sanitarie di costituirsi parte civile. Regione e aziende, secondo quanto emerso durante l'audizione, avrebbero infatti ruoli differenti e potrebbero intervenire su piani distinti nell'ambito dello stesso procedimento.
Un'altra richiesta riguarda la definizione di un coordinamento uniforme tra le strutture sanitarie, così da garantire modalità di intervento omogenee quando si verifica un'aggressione. È stata proposta anche l'introduzione di una procedura codificata, utile a rendere più tempestive le risposte amministrative e legali dopo un episodio di violenza.
Ipotesi di un registro regionale delle aggressioni
Tra le proposte avanzate durante l'audizione figura anche la creazione di un registro degli episodi di aggressione ai danni dei lavoratori. Lo strumento consentirebbe di raccogliere dati omogenei sugli eventi verificatisi nelle diverse aziende, analizzarne caratteristiche e frequenza e predisporre interventi mirati.
La discussione non si è concentrata esclusivamente sugli strumenti giudiziari. I rappresentanti delle strutture sanitarie hanno richiamato con particolare attenzione il tema della prevenzione, chiedendo interventi organizzativi e attività di formazione rivolte al personale per affrontare situazioni potenzialmente conflittuali.
Il confronto svolto in commissione rappresenta quindi una fase del percorso legislativo, durante la quale le indicazioni raccolte potranno essere valutate in vista dell'eventuale integrazione del testo. Al centro resta la definizione di un sistema regionale capace di affiancare i lavoratori coinvolti in episodi di violenza e di rendere più coordinata la risposta delle istituzioni e delle aziende sanitarie.
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