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“Una notte a Teheran”: Cecilia Sala porta l’Iran contemporaneo in scena all’Auditorium

20/01/2026

“Una notte a Teheran”: Cecilia Sala porta l’Iran contemporaneo in scena all’Auditorium

Il 23 gennaio, alle 21, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospita Una notte a Teheran, uno spettacolo che nasce da un lavoro di ascolto e di presenza: storie raccolte sul campo, voci che non restano sul taccuino e che qui diventano narrazione, ritmo, attraversamento. Non è un’operazione di colore esotico né un compendio di notizie. L’obiettivo dichiarato è più ambizioso: restituire un’immagine dell’Iran di oggi capace di tenere insieme la dimensione umana e quella politica, senza ridurre tutto a slogan o a categorie comode.

Un racconto che evita la “cronaca fredda” e cerca la complessità

Cecilia Sala firma il testo insieme a Bruno Fornasari, che cura anche la regia. La scelta della forma teatrale serve proprio a scardinare l’automatismo della cronaca: non l’elenco dei fatti, ma il modo in cui quei fatti si depositano nelle persone, cambiano i gesti quotidiani, alterano le relazioni, riscrivono perfino ciò che si può dire ad alta voce. Il risultato, nelle intenzioni, è uno spaccato “vivo” dell’Iran contemporaneo, costruito per far percepire tensioni e trasformazioni profonde senza semplificazioni didascaliche.

Qui il punto non è spiegare un Paese come se fosse un dossier. È far emergere la densità di un contesto in cui la politica non resta sullo sfondo: entra nelle scelte minime, nella prudenza, nella speranza, nella paura, nel coraggio che spesso si manifesta in modo laterale e non eroico.

Parole e musica: quando il reportage cambia grammatica

Lo spettacolo si muove in un dialogo tra parole e musica, un dispositivo che può funzionare come controcanto: la musica non serve a “commentare” ciò che viene detto, ma a creare spazio, a far respirare la narrazione, a suggerire fratture o accelerazioni. In scena, il reportage cambia grammatica: non rinuncia alla precisione, però cerca un’altra temperatura emotiva, quella che permette di avvicinarsi a un’esperienza collettiva senza trasformarla in consumo rapido.

Per chi segue il lavoro giornalistico di Sala, Una notte a Teheran rappresenta una trasposizione interessante: la stessa attenzione alle voci, con una struttura pensata per il teatro, dove il tempo dell’ascolto è diverso e la complessità può restare aperta, senza l’obbligo di chiudere tutto in una formula.

Appuntamento: 23 gennaio, ore 21 — Sala Petrassi, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to