Truffa delle tre campanelle a Roma: un arresto e 16 denunce
08/06/2026
Un arresto, 16 denunce, un allontanamento di un cittadino comunitario e un’espulsione con trattenimento al CPR di Ponte Galeria. È il bilancio dell’ultima operazione della Polizia di Stato contro la truffa delle tre campanelle, il raggiro che continua a colpire turisti e passanti nelle zone più frequentate del centro di Roma.
Controlli mirati nelle aree turistiche della Capitale
L’attività è stata condotta dagli agenti del I Distretto Trevi Campo Marzio, impegnati da tempo in un presidio costante delle aree più esposte al fenomeno. Si tratta soprattutto di luoghi ad alta presenza turistica, dove i gruppi dediti al gioco truccato cercano di attirare visitatori e cittadini facendo leva sulla rapidità della messa in scena e sulla falsa possibilità di vincere denaro.
La cosiddetta truffa delle tre campanelle si presenta come un gioco di abilità, ma in realtà si fonda su un meccanismo fraudolento. Chi partecipa viene indotto a scommettere, mentre complici e figuranti contribuiscono a creare l’illusione di una vincita possibile. Il risultato, nella maggior parte dei casi, è la perdita immediata del denaro puntato.
I controlli serrati predisposti dalla Polizia hanno consentito di identificare numerosi soggetti ritenuti coinvolti in questa forma di raggiro. L’ultima tranche di attività ha portato a un arresto e a sedici denunce, confermando la presenza di un fenomeno ancora radicato e capace di riproporsi con continuità nelle zone centrali della città.
Il lavoro congiunto tra Distretto Trevi e Ufficio Immigrazione
Il dispositivo messo in campo non si è limitato all’intervento sul singolo episodio. Alla vigilanza sul territorio si è affiancato un lavoro di analisi condotto dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, che ha esaminato le posizioni amministrative e i precedenti di polizia delle persone individuate durante i controlli.
Questo modello operativo ha permesso di trasformare le informazioni raccolte sul campo in un quadro più ampio, utile ad attivare ulteriori strumenti di contrasto quando previsti dalla normativa. L’obiettivo è intervenire non soltanto nel momento in cui la truffa viene messa in atto, ma anche sulle condizioni che consentono agli stessi soggetti di tornare a operare.
Da questa attività integrata sono derivati anche i provvedimenti amministrativi eseguiti nelle ultime due settimane: un allontanamento nei confronti di un cittadino comunitario e un’espulsione con contestuale trattenimento al Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria.
Una strategia contro la reiterazione dei raggiri
La Questura punta a colpire l’intera filiera operativa legata alla truffa, combinando l’azione repressiva con gli strumenti amministrativi disponibili. Il fenomeno, infatti, non produce soltanto un danno economico alle vittime, ma incide anche sulla percezione di sicurezza nelle aree più visitate della Capitale.
La presenza di gruppi organizzati attorno a questi raggiri può compromettere la vivibilità degli spazi pubblici e l’immagine dei luoghi simbolo di Roma, soprattutto agli occhi dei turisti stranieri. Per questo la Polizia di Stato proseguirà con controlli mirati, identificazioni e verifiche sulle posizioni dei soggetti già noti.
La linea operativa resta quella di un intervento costante, capace di unire prevenzione, repressione e analisi amministrativa. Una strategia pensata per ridurre la possibilità di reiterazione delle condotte e tutelare cittadini e visitatori da un sistema fraudolento che sfrutta rapidità, confusione e buona fede delle vittime.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to