Roma, terzo workshop per la candidatura a Learning City
23/05/2026
All’Urban Center metropolitano di viale Manzoni 34 si è svolto il terzo workshop del percorso con cui la Città metropolitana di Roma Capitale punta alla candidatura al titolo UNESCO di Learning City, prevista per maggio 2027. L’incontro, dal titolo “Roma metropoli che apprende lungo l’asse strategico della sostenibilità”, è stato promosso insieme al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e condiviso dal Tavolo del coordinamento della Rete metropolitana dell’apprendimento permanente.
Sostenibilità al centro del percorso metropolitano
Il tema della sostenibilità è stato scelto come terzo asse di confronto, dopo innovazione, inclusione sociale e pari opportunità. A sottolinearlo, in apertura dei lavori, è stato Paolo Caracciolo, Direttore generale e Segretario generale della Città metropolitana di Roma Capitale, che ha collegato il percorso alla pianificazione strategica metropolitana e alla capacità dell’ente di orientare servizi pubblici, politiche territoriali e strumenti di governance.
L’appuntamento si inserisce anche nel calendario delle attività promosse dalla Città metropolitana nell’ambito del Festival di Asvis, l’Alleanza nazionale per lo sviluppo sostenibile. Per l’ente, la sostenibilità viene letta come capacità di rispondere ai bisogni della popolazione senza compromettere le possibilità delle generazioni future, con un legame diretto all’obiettivo 11 dell’Agenda 2030, dedicato a città e comunità sostenibili.
La candidatura UNESCO prevista per maggio 2027
Il percorso verso la candidatura di Città metropolitana di Roma Capitale a Learning City è stato avviato nel febbraio 2026, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. L’obiettivo è costruire un metodo capace di mettere a sistema le molte forme di apprendimento permanente che si sviluppano fuori dalla scuola e coinvolgono ambiente, cultura, diritti, inclusione, sviluppo economico e transizione ecologica e digitale.
Caracciolo ha spiegato che il lavoro trova spazio nel Piano strategico metropolitano, approvato dal sindaco Roberto Gualtieri e ora in fase di rielaborazione. In questa cornice, formazione e apprendimento permanente si intrecciano con sviluppo, accesso sostenibile al cibo e pianificazione territoriale. La Città metropolitana sta inoltre lavorando a strumenti di valutazione di impatto generazionale, pensati per misurare gli effetti delle azioni strategiche anche rispetto ai bisogni futuri.
Nel ragionamento presentato durante il workshop rientra anche il metodo dell’age management, inteso come scambio tra competenze consolidate e innovazione portata dalle generazioni più giovani all’interno dell’organizzazione pubblica.
Università, istituzioni e società civile al tavolo
Ai lavori hanno partecipato rappresentanti del mondo scolastico, universitario, istituzionale ed economico. Tra gli interventi figurano quelli di Cristina Costarelli, dirigente dell’ITIS Galileo Galilei e presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Lazio, di Liliosa Azara, Marco Accorinti e Stefania Nirchi del Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre, e di Annarita Turlò, dirigente del dipartimento Pianificazione territoriale della Città metropolitana.
Sono intervenuti anche Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, Bruno Manzi, presidente di Ama, Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility, e Mara Cossu, coordinatrice dell’Unità strategia nazionale sviluppo sostenibile del Ministero dell’Ambiente. Le conclusioni sono state affidate a Francesco Nazzaro, Capo di Gabinetto della Città metropolitana di Roma Capitale, e a Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.
Nazzaro: un piano dei piani per orientare l’azione pubblica
Nelle conclusioni, Nazzaro ha rimarcato la volontà della Città metropolitana di proseguire un percorso di ascolto, confronto e condivisione sui temi che accompagneranno la candidatura al programma Learning Cities. L’obiettivo indicato è costruire un contesto di apprendimento continuo e accessibile a tutte le fasce d’età, non limitato alla sola dimensione scolastica.
Secondo Nazzaro, il Piano strategico dovrà diventare un vero “piano dei piani”, capace di collegare strumenti, programmi e progettualità diverse dentro una visione comune. Anche gli interventi infrastrutturali, come quelli sulla viabilità, vengono letti in una prospettiva ambientale e sociale più ampia, nella quale le politiche pubbliche devono produrre valore materiale, sostenibile e comunitario.
Il Capo di Gabinetto ha infine richiamato il tema della cura come filo conduttore del percorso: attenzione alle persone, ai territori e agli investimenti pubblici già realizzati. Una responsabilità condivisa che, nelle intenzioni dell’ente, dovrà accompagnare la costruzione del futuro della Città metropolitana di Roma Capitale.
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