Roma, Porto Fluviale rinasce: consegnati 48 nuovi alloggi popolari
08/09/2026
Sono state consegnate alle famiglie assegnatarie le chiavi di 48 dei 54 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica realizzati nell’ex caserma di via del Porto Fluviale, nel quartiere Ostiense di Roma. L’intervento di rigenerazione urbana, finanziato con fondi PNRR e promosso da Roma Capitale, ha richiesto un investimento complessivo di 13,2 milioni di euro. Il complesso, occupato dal 2003 e liberato nel giugno 2024 per consentire l’avvio del cantiere, è stato completamente riqualificato attraverso lavori strutturali, impiantistici ed energetici.
Restauro, efficientamento energetico e nuovi spazi comuni
Il progetto ha interessato il restauro conservativo dell’edificio, l’adeguamento strutturale, il rifacimento degli impianti, l’efficientamento energetico e la realizzazione dei nuovi appartamenti destinati all’edilizia pubblica.
Una parte importante dell’intervento riguarda gli spazi condivisi. A ogni piano sono state previste aree comuni per favorire l’incontro tra gli abitanti, mentre anche il terrazzo sarà destinato all’utilizzo collettivo. Il cortile interno verrà trasformato in una piazza pubblica, pensata come elemento di collegamento tra le abitazioni e le attività che troveranno posto al piano terra.
Dal punto di vista energetico, il complesso è stato progettato senza utilizzo di gas. Gli appartamenti sono completamente elettrici e l’edificio è dotato di pannelli solari, con l’obiettivo di garantire prestazioni elevate anche all’interno di una struttura risalente ai primi anni del Novecento.
Gualtieri: un modello di rigenerazione urbana da replicare
Alla consegna degli alloggi hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore al Patrimonio e alle politiche abitative Tobia Zevi, l’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, l’assessora alle Attività produttive Valeria Baglio, l’assessore alle Periferie Pino Battaglia e il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.
Presente anche Luca Montuori, ex assessore della giunta M5S che aveva avviato il progetto. Gualtieri ha definito l’intervento un modello di rigenerazione urbana capace di mettere insieme abitazioni, spazi sociali e servizi, sottolineando la qualità energetica raggiunta e il valore della dimensione comunitaria.
Il sindaco ha inoltre ricordato il ruolo del federalismo demaniale e culturale, che ha consentito il trasferimento dell’immobile a Roma Capitale, ringraziando il Ministero della Cultura e l’Agenzia del Demanio per aver reso possibile l’operazione.
Dall’ex caserma a 54 case popolari nel cuore di Ostiense
Il progetto ha trasformato un immobile precedentemente utilizzato come magazzino e successivamente occupato in un nuovo complesso di edilizia residenziale pubblica. Prima dell’avvio del cantiere, le 54 famiglie coinvolte erano state trasferite temporaneamente per permettere lo svolgimento dei lavori in sicurezza.
Secondo l’assessore Tobia Zevi, il percorso ha richiesto un confronto complesso tra amministrazione e comunità, ma ha dimostrato come il patrimonio pubblico possa essere utilizzato per rispondere alla domanda abitativa e assumere nuove funzioni.
L’assessore alle Periferie Pino Battaglia ha evidenziato il valore dell’intervento anche per il ritorno dell’edilizia pubblica in una zona centrale della città, sottolineando come la comunità già presente nel complesso sia stata coinvolta nella trasformazione e nella futura gestione degli spazi comuni.
Nuova piazza e attività sociali aperte al quartiere
La riqualificazione non riguarda esclusivamente gli appartamenti. Il piano terra sarà destinato anche a funzioni sociali, culturali e di aggregazione, mentre la nuova piazza interna renderà il complesso più permeabile e collegato al quartiere Ostiense.
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha ricordato i numerosi passaggi amministrativi che hanno preceduto la conclusione del progetto: dal trasferimento del bene a Roma Capitale alla sistemazione temporanea delle famiglie, fino al confronto tra assessorati, territorio e residenti.
Per l’amministrazione capitolina, Porto Fluviale rappresenta quindi un esempio di recupero del patrimonio pubblico che combina diritto alla casa, riqualificazione edilizia e mantenimento delle relazioni sociali costruite nel tempo. Con la consegna dei primi 48 appartamenti, il progetto entra ora nella fase operativa, mentre restano da completare le assegnazioni delle restanti unità e l’attivazione definitiva degli spazi condivisi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to