Caricamento...

Roma Rete News 24 Logo Roma Rete News 24

Roma, mediatori interculturali: confronto a Villa Altieri sul riconoscimento

09/10/2026

Roma, mediatori interculturali: confronto a Villa Altieri sul riconoscimento

Il riconoscimento professionale dei mediatori interculturali è stato al centro di un incontro organizzato il 7 ottobre 2026 a Villa Altieri, a Roma, nell'ambito del Tavolo della Convivenza promosso dalla Città Metropolitana. Associazioni di settore, operatori, rappresentanti istituzionali e sindacali si sono confrontati sulla necessità di definire un quadro normativo nazionale capace di riconoscere competenze, formazione e condizioni lavorative di una categoria impegnata quotidianamente nei servizi pubblici. La questione sarà portata anche alla Consulta Permanente della Convivenza Interculturale, il cui insediamento è previsto per il 15 ottobre, come annunciato dalla delegata metropolitana alle Politiche sociali, Pari opportunità e Cultura, Tiziana Biolghini.

Villa Altieri, istituzioni e associazioni discutono del futuro dei mediatori

L'appuntamento è nato su richiesta delle associazioni professionali e degli stessi mediatori interculturali, con l'obiettivo di riaprire il confronto su una figura professionale che continua a operare in assenza di una disciplina nazionale uniforme.

All'incontro hanno partecipato, oltre alla delegata Tiziana Biolghini, la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Assemblea Capitolina Linda Meleo, il senatore del Partito Democratico Francesco Verducci e il consigliere regionale Claudio Marotta.

Presenti anche la responsabile della Cgil per le politiche sull'immigrazione Selly Kane, l'avvocata Anna Pellegrino e la docente universitaria Esoh Elamé. Il confronto ha coinvolto rappresentanti del mondo istituzionale, giuridico, sindacale e associativo, chiamati a esaminare le difficoltà che interessano la categoria.

Al centro della discussione è emersa la richiesta di un riconoscimento organico della professione, accompagnato da criteri condivisi per la formazione, la certificazione delle competenze e l'inquadramento lavorativo.

Mediatori interculturali nelle scuole, negli ospedali e nei servizi sociali

Il lavoro dei mediatori interculturali interessa numerosi ambiti della vita pubblica. Questi professionisti operano nelle scuole, nelle strutture sanitarie, nei servizi sociali, nei centri antiviolenza e negli uffici che si occupano dell'accoglienza e dell'assistenza alle persone di origine straniera.

La loro attività comprende la facilitazione linguistica, ma si estende alla comprensione dei differenti contesti culturali e delle modalità attraverso cui cittadini e istituzioni entrano in relazione.

In ambito sanitario, per esempio, la mediazione può aiutare i pazienti a comprendere le informazioni ricevute e gli operatori a comunicare in modo adeguato. Nelle scuole favorisce il dialogo tra famiglie, insegnanti e studenti, mentre nei servizi sociali contribuisce a rendere accessibili procedure e prestazioni.

Il mediatore interculturale svolge quindi una funzione di collegamento tra persone e servizi pubblici, intervenendo anche nella prevenzione delle incomprensioni e nella gestione di situazioni che richiedono particolare attenzione alle differenze linguistiche e culturali.

Proprio la complessità di queste responsabilità è stata richiamata dai partecipanti all'incontro come una delle ragioni per definire in maniera più precisa il profilo professionale della categoria.

Professione senza albo nazionale: le difficoltà del settore

Uno dei principali problemi evidenziati durante il confronto riguarda l'assenza di un albo professionale specifico e di una normativa nazionale omogenea. Attualmente, la formazione e il riconoscimento delle competenze dei mediatori sono regolati prevalentemente attraverso disposizioni regionali.

Questa situazione produce differenze nei percorsi formativi e nelle modalità di accesso alla professione, rendendo complesso individuare standard comuni validi sull'intero territorio italiano.

Anche le condizioni contrattuali presentano elementi di frammentazione. Una parte dei mediatori lavora attraverso cooperative, contratti a termine oppure incarichi legati a singoli progetti, con percorsi occupazionali che possono risultare discontinui.

L'assenza di un sistema nazionale di registrazione rende difficile persino stabilire quanti professionisti siano effettivamente attivi. Le stime disponibili indicano una platea compresa tra 4.000 e 10.000 mediatori interculturali, a seconda delle fonti e dei criteri utilizzati.

Alcune rilevazioni associative collocano il numero tra 4.000 e 5.000 operatori, mentre altre valutazioni, comprese quelle richiamate dal Ministero del Lavoro, considerano una fascia numerica più ampia.

Dal documento del CNEL del 2000 alle proposte di legge

Il tema del riconoscimento professionale è già stato affrontato in diverse occasioni sul piano istituzionale. Un riferimento risale al 2000, quando il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, attraverso un documento elaborato con il contributo dei soggetti interessati, individuò criteri relativi alla formazione e all'attività dei mediatori interculturali.

Quelle indicazioni hanno successivamente rappresentato una base di lavoro per alcune iniziative promosse dalle Regioni e dagli enti locali, senza però tradursi in una regolamentazione nazionale completa.

Nel corso delle legislature successive sono state presentate diverse proposte legislative, ma i provvedimenti non hanno concluso il loro percorso parlamentare.

Secondo quanto emerso durante l'incontro, il riconoscimento della professione resta dunque una questione aperta, sulla quale le associazioni chiedono un nuovo confronto tra Parlamento, amministrazioni territoriali e rappresentanti della categoria.

La richiesta riguarda sia la definizione delle competenze necessarie per svolgere l'attività sia la possibilità di costruire un sistema coerente di qualificazione e riconoscimento professionale.

Il 15 ottobre si insedia la Consulta della Convivenza Interculturale

Un primo passaggio istituzionale è già previsto per il 15 ottobre 2026, data fissata per l'insediamento ufficiale della Consulta Permanente della Convivenza Interculturale, alla presenza del sindaco di Roma Capitale e della Città Metropolitana, Roberto Gualtieri.

La delegata Tiziana Biolghini ha annunciato che la questione del riconoscimento professionale dei mediatori sarà portata all'attenzione del nuovo organismo.

Nel suo intervento, Biolghini ha richiamato il ruolo della mediazione nell'accesso ai diritti da parte delle persone immigrate, che possono incontrare difficoltà nel conoscere le opportunità e i servizi disponibili o nel comprendere le procedure necessarie per utilizzarli.

La delegata ha inoltre evidenziato come la mediazione interculturale favorisca la conoscenza reciproca tra comunità differenti, migliorando il rapporto tra cittadini, amministrazioni e strutture pubbliche.

L'insediamento della Consulta offrirà quindi una nuova sede di confronto istituzionale per affrontare le richieste emerse a Villa Altieri. Tra le questioni da esaminare figurano il riconoscimento delle competenze professionali, la valorizzazione dei percorsi formativi e le condizioni di lavoro degli operatori impiegati nei servizi territoriali.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to