Roma, auto in panne sull’A1: trovati 40mila euro, due arresti
26/08/2026
Un’auto ferma in corsia d’emergenza sull’A1, circa 40mila euro in contanti nascosti tra l’abitacolo e la carreggiata e una foto sul cellulare che avrebbe contribuito a ricostruire l’origine del denaro. È quanto emerso durante un intervento della Polizia di Stato all’altezza del chilometro 577 dell’autostrada, dove due uomini sono stati arrestati con l’accusa di aver truffato un novantenne romano fingendosi carabinieri.
La Fiat Punto ferma in corsia d’emergenza sull’A1
L’intervento è scattato dopo una segnalazione arrivata alla Sala Operativa Autostradale di Fiano Romano. Una Fiat Punto con due persone a bordo era rimasta ferma in corsia d’emergenza e gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Roma Sud sono intervenuti inizialmente per verificare la situazione e prestare eventuale assistenza.
Sul posto, secondo quanto riferito dalla Polizia, i due occupanti erano privi di documenti di identità e avrebbero mostrato un comportamento particolarmente nervoso, chiedendo con insistenza e fretta l’arrivo di un carro soccorso. L’atteggiamento ha spinto gli operatori ad approfondire i controlli.
Alla successiva perquisizione del veicolo, gli agenti avrebbero trovato circa 1.000 euro in contanti nascosti sotto il tappetino posteriore. L’attenzione dei poliziotti si è poi concentrata su una busta colorata e su due involucri realizzati con fogli di giornale che si trovavano sotto il mezzo: all’interno erano custodite ulteriori mazzette di banconote per circa 38mila euro.
I due uomini, stando alla ricostruzione investigativa, non avrebbero saputo fornire una spiegazione ritenuta plausibile sulla provenienza del denaro, arrivando a sostenere che le somme non appartenessero a loro.
La foto con le banconote e il tatuaggio visibile
Il ritrovamento del contante ha fatto partire ulteriori verifiche da parte della Polizia Stradale, svolte in collaborazione con la Sala Operativa della Questura di Roma, il Distaccamento Polizia Stradale di Albano e gli agenti del Reparto Volanti.
Tra gli elementi ritenuti utili dagli investigatori c’era una fotografia trovata sul telefono cellulare di uno dei due uomini. L’immagine, secondo la Polizia, lo mostrava mentre teneva in mano il denaro e sarebbe stata riconducibile alla persona controllata anche grazie alla presenza di un tatuaggio chiaramente visibile.
Gli accertamenti hanno quindi permesso agli agenti di risalire alla possibile provenienza delle banconote e di individuare la vittima, un uomo di 90 anni residente a Roma.
Il novantenne contattato da falsi carabinieri
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziano sarebbe stato contattato telefonicamente da persone che si erano presentate come carabinieri. Attraverso il racconto di un presunto problema giudiziario che avrebbe coinvolto un familiare, i truffatori sarebbero riusciti a convincerlo a consegnare il denaro contante che aveva a disposizione.
Il riconoscimento fotografico effettuato successivamente dalla vittima e dal portiere dello stabile avrebbe fornito ulteriori elementi agli investigatori. Il denaro recuperato durante l’intervento in autostrada è stato quindi restituito al novantenne.
I due uomini sono stati arrestati e messi a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’arresto è stato successivamente convalidato e, dopo il giudizio per direttissima, per uno è stato disposto l’obbligo di firma, mentre per l’altro è stato applicato l’obbligo di dimora.
La Polizia precisa che gli elementi descritti riguardano la fase delle indagini preliminari. Per le persone coinvolte resta pertanto valido il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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