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Lazio, salute mentale: al vaglio due proposte di legge

01/10/2026

Lazio, salute mentale: al vaglio due proposte di legge

La commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio ha avviato l’esame di due proposte di legge dedicate alla salute mentale e all’assistenza psicologica territoriale. I testi, illustrati nella seduta del 29 settembre, puntano a rafforzare la presa in carico dei cittadini, con particolare attenzione ai giovani, e ad ampliare la presenza dei servizi psicologici all’interno della rete sanitaria regionale.

Psicologo nelle Case di comunità e raccordo con le Asl

La prima proposta porta la firma della presidente della commissione, Alessia Savo, che ha indicato come obiettivo la costruzione di un modello organizzativo applicabile nel Lazio e coerente con la normativa nazionale. Uno dei punti centrali riguarda la possibilità di inserire lo psicologo nelle Case di comunità, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 77 sull’organizzazione dell’assistenza territoriale.

Il modello delineato punta a rendere più semplice l’accesso ai servizi e a garantire una presa in carico diffusa sul territorio. L’assistenza psicologica dovrebbe operare in raccordo con i Dipartimenti di salute mentale delle Asl e con le altre professionalità sanitarie coinvolte, così da affrontare il disagio psichico attraverso un percorso multidisciplinare.

Savo ha spiegato che, pur partendo da posizioni differenti, all’interno della commissione sarebbe emersa la volontà di lavorare verso un testo condiviso. Le prossime fasi prevedono anche audizioni con esperti del settore.

La proposta popolare con oltre 15mila firme

La seconda proposta ha come prima firmataria Sara Battisti del Partito democratico e riguarda l’istituzione del servizio di psicologia di base. L’iniziativa era già stata avanzata nella precedente legislatura e successivamente ripresentata, fino a diventare una proposta di legge di iniziativa popolare.

Secondo quanto riferito da Battisti, il testo ha raccolto più di 15mila firme ed è previsto all’ordine del giorno del Consiglio regionale il 7 ottobre. La consigliera ha chiesto alla commissione di arrivare a una posizione unitaria, utilizzando la proposta popolare come base del confronto prima del passaggio in Aula.

Sulla stessa linea si è espressa Marietta Tidei di Italia Viva, che ha richiamato la necessità di rafforzare la sanità territoriale e di dare seguito a una proposta sostenuta da migliaia di cittadini del Lazio.

Il nodo del personale e l’integrazione con l’assistenza territoriale

Nel corso della seduta è stato affrontato anche il tema degli organici. Rodolfo Lena del Pd ha evidenziato il rischio che la carenza di personale possa rendere difficile l’attuazione dei nuovi servizi, chiedendo un piano straordinario di assunzioni per garantire continuità alla presa in carico dopo l’individuazione del disagio psicologico.

Luciano Crea della Lista Rocca e la presidente Savo hanno richiamato invece il piano di assunzioni avviato dalla Giunta regionale, indicando oltre 14mila procedure attivate e un incremento di circa 5mila unità, considerando anche le uscite per pensionamento.

Durante il confronto è intervenuto anche Marco Nuti, dirigente dell’area Rete integrata del territorio della direzione Salute. Nuti ha ricordato che l’assistenza psicologica trova il proprio riferimento nei Livelli Essenziali di Assistenza e che l’eventuale modello di psicologia di base dovrebbe integrarsi con quello previsto dal DM 77, lavorando in collegamento con assistenza primaria, Dipartimenti di salute mentale e altri servizi territoriali.

La commissione proseguirà ora l’esame delle due proposte con l’obiettivo dichiarato di verificare i punti di convergenza e costruire un testo capace di definire organizzazione, accesso ai servizi e rapporti tra psicologia di base e strutture sanitarie regionali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to