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“La fabbrica del falso”: a Roma Tre una mostra per svelare i meccanismi della contraffazione artistica

17/04/2026

“La fabbrica del falso”: a Roma Tre una mostra per svelare i meccanismi della contraffazione artistica

Un viaggio dentro uno dei fenomeni più complessi e insidiosi legati al patrimonio culturale: la falsificazione delle opere d’arte. Dal 22 aprile al 12 maggio 2026, l’Università Roma Tre ospita “La fabbrica del falso”, una mostra a ingresso libero che porta il pubblico dietro le quinte della produzione di opere contraffatte, tra tecniche, strumenti e strategie utilizzate per ingannare esperti e collezionisti.

L’iniziativa è promossa dal Laboratorio sul Falso del Dipartimento di Studi Umanistici, in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. L’obiettivo è offrire una lettura chiara e documentata di un fenomeno che non riguarda soltanto il mercato dell’arte, ma investe direttamente la tutela della legalità e la salvaguardia dei beni culturali.

Dentro il laboratorio della falsificazione

L’esposizione, allestita nel foyer dell’Aula Magna di Lettere in via Ostiense, presenta non solo opere contraffatte, ma anche i materiali e gli strumenti utilizzati per realizzarle. Un percorso che permette di comprendere come nasce un falso d’arte e quali tecniche vengono impiegate per simulare autenticità e provenienza.

Tra gli oggetti esposti figurano pennelli, bombolette spray, carte artificialmente invecchiate, macchine da scrivere d’epoca, timbri e fotografie, elementi utilizzati per costruire documentazioni fittizie e rendere credibili opere prive di autenticità. I materiali provengono da sequestri effettuati dall’autorità giudiziaria e sono stati oggetto di studio da parte di docenti, ricercatori e studenti dell’Ateneo.

Il percorso espositivo consente di cogliere la complessità della filiera della contraffazione, che non si limita alla produzione dell’opera, ma include la creazione di una narrazione credibile attorno ad essa, spesso supportata da documenti falsificati e tecniche sofisticate di invecchiamento.

Un progetto tra ricerca, formazione e sensibilizzazione

La mostra si inserisce in un contesto più ampio di ricerca e formazione, volto a preparare figure professionali in grado di riconoscere e contrastare il fenomeno. Archeologi, storici dell’arte, operatori culturali e professionisti del mercato artistico sono tra i principali destinatari di questo lavoro, che richiede competenze interdisciplinari e aggiornamento costante.

Allo stesso tempo, l’iniziativa punta a coinvolgere un pubblico più ampio, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Sono infatti previste visite guidate dedicate alle scuole secondarie, nell’ambito di percorsi di orientamento e educazione civica, con l’obiettivo di sviluppare consapevolezza e senso critico rispetto al valore dell’autenticità.

La cerimonia inaugurale si terrà il 21 aprile, con la partecipazione del Rettore Massimiliano Fiorucci e del Generale Antonio Petti, Comandante del TPC. Durante il periodo espositivo sono inoltre in programma due incontri di approfondimento, il 29 aprile e il 6 maggio, dedicati a specifici aspetti della produzione di falsi nell’arte contemporanea.

L’esposizione sarà visitabile dal lunedì al venerdì, con orario 10.00–13.00 e 14.00–17.00, offrendo al pubblico un’occasione concreta per comprendere un fenomeno spesso invisibile, ma capace di incidere profondamente sulla credibilità del sistema culturale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to