Villa Torlonia, ultimi abbattimenti e nuove piantumazioni: cosa succede agli alberi tra gennaio e febbraio
13/01/2026
Quando un parco storico come Villa Torlonia arriva a programmare abbattimenti, la questione non si esaurisce nella contabilità delle piante tagliate o sostituite, perché entra in gioco un equilibrio delicato tra tutela del paesaggio, sicurezza dei frequentatori e gestione di alberature spesso mature, talvolta indebolite da patologie, stress idrici e eventi meteorologici estremi. La Sovrintendenza Capitolina ha comunicato che entro la seconda metà di gennaio verranno completati gli abbattimenti degli ultimi 9 alberi all’interno della Villa, dopo che indagini specialistiche condotte da tecnici agronomi hanno collocato quelle piante nella classe di propensione al cedimento più alta, quindi a rischio elevato di collasso.
Perché si abbattono gli alberi: valutazioni agronomiche e autorizzazioni
La motivazione indicata ruota attorno a un criterio tecnico preciso, cioè la propensione al cedimento, che in ambito arboricolturale deriva da rilievi e valutazioni su stabilità, difetti strutturali, cavità, apparato radicale e condizioni complessive della pianta. La scelta di intervenire su alberi classificati nella fascia più alta di rischio viene presentata come misura di prevenzione a tutela dell’incolumità pubblica, con un passaggio che non è secondario: gli abbattimenti risultano autorizzati dai soggetti preposti, elemento che, in un contesto vincolato e storico, segnala la presenza di un iter formale e di pareri necessari prima di procedere.
Accanto agli abbattimenti è prevista anche una fase di controlli più ampia, perché verranno effettuate verifiche sulle alberature presenti nella Villa in seguito agli ultimi eventi meteorologici, con l’obiettivo di accertare la stabilità degli esemplari rimasti e ridurre il rischio di cedimenti improvvisi nelle aree più frequentate.
Le nuove messe a dimora: 60 alberi e un mix di specie
Alla conclusione degli abbattimenti seguiranno “immediatamente” le nuove piantumazioni, affidate al Dipartimento Tutela Ambientale, con un piano di 60 nuovi esemplari che combina specie sempreverdi, conifere e latifoglie. L’elenco comunicato comprende 17 Quercus ilex, 4 Pinus halepensis, 6 Pinus pinea, 10 Cupressus sempervirens, 2 Cedrus libani, 4 Castanea sativa, 8 Diospyros kaki, 6 Robinia hispida, oltre a un esemplare ciascuno di Paulownia, Cercis siliquastrum e Olea sylvestris.
Il calendario stimato indica il completamento delle messe a dimora entro la prima metà di febbraio 2026, finestra temporale coerente con la stagione di impianto, quando la pianta può attecchire con minore stress, soprattutto se accompagnata da irrigazione di soccorso e gestione adeguata nei mesi successivi. La presenza di un numero di nuove piantumazioni nettamente superiore rispetto agli abbattimenti descrive una scelta di compensazione e rilancio del patrimonio arboreo, anche se il tempo biologico resta quello che è: una giovane pianta, per restituire ombra e massa verde paragonabili a un albero maturo, ha bisogno di anni.