Villa Pamphilj rinasce tra acqua e luce: le serre dei Cedrati diventano un giardino idroponico
di Redazione
27/10/2025
Nel cuore verde di Roma, tra i viali silenziosi di Villa Pamphilj, due antiche serre dell’Ottocento tornano a vivere grazie a un progetto che unisce agricoltura innovativa e recupero del patrimonio storico. Le Serre del Casale dei Cedrati si trasformano in un laboratorio di coltivazione idroponica, dove le piante crescono sospese tra acqua e luce, senza bisogno di terra.
È una rinascita che parla di scienza, bellezza e partecipazione civica: un esempio concreto di come la tecnologia possa restituire vita ai luoghi della memoria, trasformandoli in spazi di sperimentazione sostenibile.
Il ritorno all’agricoltura, senza terra ma con radici profonde
L’impianto idroponico, sviluppato dalla società H4O con la collaborazione scientifica della Sapienza Università di Roma, utilizza un sistema di irrigazione a circuito chiuso che permette di risparmiare acqua e nutrienti, eliminando l’uso di fertilizzanti chimici.
L’assenza di suolo riduce le malattie delle radici e migliora la qualità dei prodotti, che crescono fino al 30% più rapidamente. Ogni parametro – temperatura, pH, salinità, ossigenazione – viene controllato da sensori digitali collegati a un software remoto, trasformando le antiche serre in un laboratorio di precisione agricola.
Per l’assessora Sabrina Alfonsi, questa riapertura “segna un passo decisivo nella gestione condivisa dei beni comuni e nella valorizzazione del patrimonio storico, restituendo alla città un luogo dove la cultura si fonde con la natura e l’innovazione”.
Un modello di rigenerazione urbana e culturale
L’area del Casale dei Cedrati, curata dall’Associazione consortile che gestisce lo spazio, è diventata un centro attivo di formazione, ricerca e socialità.
Accanto alla produzione ortiva destinata alla caffetteria del Casale, è stata realizzata una mappa digitale interattiva che accompagna i visitatori tra piante, racconti e curiosità botaniche, offrendo una lettura nuova del parco come ecosistema di memoria e partecipazione.
Come sottolinea Giovanna Barni, delegata di Coopculture, “qui si sperimenta un modo diverso di vivere il verde urbano: non solo fruizione, ma produzione culturale e agricola insieme, in un equilibrio virtuoso tra tecnologia e natura”.
Le Serre del Casale dei Cedrati diventano così un simbolo di rigenerazione urbana, dove innovazione, ricerca e comunità si intrecciano in un dialogo costante con la storia, restituendo a Roma uno dei suoi angoli più fertili — in tutti i sensi.