Villa Luana di Poli, vertice in Regione: obiettivo ridurre gli esuberi e salvare l’occupazione
21/01/2026
La vertenza di Villa Luana, casa di cura di Poli, entra in una fase che le parti definiscono operativa: nell’audizione congiunta delle commissioni Lavoro e Sanità del Consiglio regionale, la proprietà ha messo sul tavolo una serie di impegni per ridurre i 25 esuberi annunciati tra il personale amministrativo. La linea indicata è articolata: riqualificare i lavoratori in possesso di attestazione da operatore sanitario, esternalizzare alcuni servizi e ricollocare le posizioni residue in altre strutture riconducibili al gruppo.
Il passaggio non chiude il conflitto, ma ne ridisegna i margini. Dopo tre anni di contratti di solidarietà che hanno interessato 47 lavoratori non sanitari, i sindacati chiedono garanzie nette sui livelli occupazionali e un quadro industriale comprensibile. In audizione sono intervenuti, per le sigle sindacali, Roberto Scali (Fp Cgil), Jessica Antonelli (Cisl), Dante Armati (Uil), Gianluca Gaeta (Ugl) e Andrea Bonanni (Fials), con una richiesta centrale: poter visionare il piano industriale e capire su quali assi si regge il rilancio.
Le richieste dei sindacati e il nodo degli accreditamenti
La dimensione occupazionale è legata a doppio filo a quella sanitaria. I rappresentanti dei lavoratori, oltre alla tutela dei posti, hanno chiesto alla Regione un ampliamento degli accreditamenti della struttura, ritenuto decisivo per dare stabilità ai volumi di attività e, di conseguenza, ai contratti. È un punto tecnico ma decisivo: senza un perimetro chiaro di prestazioni accreditate e sostenibili, le promesse sul personale rischiano di restare provvisorie.
Sul piano del metodo, la richiesta del piano industriale serve anche a verificare coerenza tra investimenti annunciati e organizzazione del lavoro. È qui che, di norma, si misura la distanza tra un impegno politico e una scelta aziendale: numeri, tempistiche, profili professionali, funzioni che restano interne e servizi che finiscono in appalto.
La posizione della proprietà e il ruolo del territorio
Emilio Innocenzi, rappresentante legale della società che gestisce la casa di cura, ha rivendicato l’intenzione di rilanciare Villa Luana con investimenti sulla struttura e nuovi macchinari, sostenendo di aver rilevato una situazione estremamente compromessa, “sull’orlo del fallimento”, dopo sette anni di commissariamento. La cornice proposta è quella di un presidio da rimettere in carreggiata, con l’obiettivo dichiarato di garantire continuità a un servizio ritenuto strategico per l’area.
Sul versante istituzionale locale, il sindaco di Poli Federico Mariani ha insistito sul valore della struttura per l’intera provincia romana: un bacino ampio, una funzione sanitaria che va oltre il comune, e la necessità – secondo la sua lettura – di un rilancio definitivo attraverso l’aumento dei posti letto e il rafforzamento di riabilitazione e dialisi. Il tema, in sostanza, non è soltanto occupazionale: riguarda la tenuta di un’offerta sanitaria di prossimità, con ricadute dirette su famiglie e servizi territoriali.
Il Consiglio regionale e l’apertura di un tavolo tecnico
In commissione sono intervenuti, tra gli altri, i presidenti Angelo Tripodi (Lavoro) e il vicepresidente Rodolfo Lena (Sanità), insieme a consiglieri di maggioranza e opposizione: Eleonora Mattia (Pd), Giorgio Simeoni (Fi), Luciano Crea (Lista Rocca), Massimiliano Valeriani (Pd) e Laura Cartaginese (Lega). Il punto di convergenza è stato esplicito: salvaguardare i posti di lavoro, evitando che la riorganizzazione si traduca in un ridimensionamento strutturale.
L’assessore al Lavoro Giuseppe Schiboni ha annunciato la disponibilità ad attivare “subito” un tavolo tecnico per valutare la situazione e individuare soluzioni rapide. Tripodi, chiudendo la seduta, ha parlato di un’apertura importante da parte della proprietà, precisando che la verifica passerà proprio dal tavolo promesso dall’assessore.
La prossima partita, ora, si gioca su due piani: la tenuta degli impegni aziendali e la capacità della Regione di costruire un percorso che tenga insieme lavoro e servizi, senza scaricare il costo della riorganizzazione sui lavoratori più esposti.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to