Via Mattia Battistini, riqualificazione arborea tra Municipi XIII e XIV: 80 nuove alberature in arrivo
21/01/2026
Su via Mattia Battistini, asse di confine tra i Municipi XIII e XIV, è in corso un intervento di riqualificazione arborea che dice molto del modo in cui una città decide di gestire il proprio verde: non come decorazione, ma come infrastruttura. I lavori programmati prevedono nuove messe a dimora per un totale di 80 alberi, con una scelta botanica mirata: Ginkgo biloba e storaci americani. La comunicazione arriva dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.
L’operazione si inserisce in quella fascia di manutenzione che, quando viene fatta con metodo, evita che il verde urbano diventi emergenza. In strada, spesso, il tema appare solo quando un albero cade o quando un abbattimento genera polemiche; qui la sequenza è diversa: prima le verifiche agronomiche, poi le decisioni, poi la sostituzione e l’incremento complessivo.
Perché si abbattono 10 alberi: la valutazione agronomica
Una parte delle nuove piante sostituirà dieci alberature già rimosse. La ragione, secondo quanto riferito, è legata agli esiti delle indagini agronomiche: gli esemplari abbattuti risultavano in condizioni critiche, classificate in “classe D” sotto il profilo fitostatico e vegetativo. Tradotto: alberi giudicati a rischio, con una tenuta strutturale compromessa e uno stato di salute non più compatibile con la permanenza in un contesto urbano.
Il punto, in questi casi, è la prevenzione. La gestione fitostatica non è una disciplina astratta: riguarda sicurezza stradale, tutela delle persone e continuità del patrimonio verde. Un abbattimento motivato da valutazioni tecniche è un atto che va letto insieme a ciò che lo segue, cioè alla capacità dell’amministrazione di reimpiantare e migliorare.
Ceppaie rimosse e nuove messe a dimora: un incremento del verde
Accanto alle sostituzioni, l’intervento prevede anche la rimozione di circa 50 ceppaie, cioè i residui di alberi già tagliati in passato e rimasti come tracce “inermi” nel suolo urbano. È un passaggio meno visibile, ma decisivo: finché una ceppaia resta, quel punto non torna davvero a essere una sede utile per una pianta nuova, e la strada perde continuità di filare.
La sostituzione delle ceppaie con nuove alberature, insieme alle piantumazioni complessive, viene presentata come un incremento del patrimonio arboreo del quadrante. Non si tratta quindi di un semplice rimpiazzo numerico, ma di un riordino che riempie vuoti, ricostruisce ombreggiamento e prova a rendere più regolare la presenza del verde lungo un’arteria attraversata quotidianamente da residenti e traffico.
Ginkgo biloba e storace americano: scelta di specie e adattamento urbano
La selezione delle specie non è un dettaglio ornamentale. Il Ginkgo biloba è noto per la sua resistenza e per la capacità di adattarsi a condizioni urbane complesse; lo storace americano, a sua volta, è apprezzato per la chioma e per la resa paesaggistica, oltre che per caratteristiche compatibili con filari stradali se correttamente gestito. In un clima cittadino, dove stress idrico, calore e compattazione del suolo mettono alla prova ogni impianto, scegliere specie robuste significa ridurre il rischio di fallimenti e manutenzioni straordinarie.
Resta, come sempre, la parte che farà la differenza nei mesi successivi: attecchimento, irrigazione, cura dei primi anni e controllo della stabilità nel tempo. È lì che un intervento di riqualificazione smette di essere un annuncio e diventa davvero patrimonio.
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