Termovalorizzatore di Roma, chiusa la Conferenza dei Servizi: PAUR, VIA e AIA firmati dal Commissario
19/01/2026
Con l’ordinanza firmata da Roberto Gualtieri, nella veste di Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo, si chiude formalmente – con esito positivo – la Conferenza dei Servizi sul progetto del termovalorizzatore di Roma e, nello stesso atto, vengono rilasciati i tre passaggi autorizzativi che rendono l’operazione cantierabile sul piano amministrativo: Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale/Commissariale (PAUR), Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
La decisione viene incardinata dentro il “Parco delle Risorse Circolari”, che l’amministrazione descrive come il perno di un nuovo sistema integrato dei rifiuti: il termovalorizzatore, insieme a due biodigestori per l’organico e a due impianti per il riciclo di carta e plastica, dovrebbe ridurre in modo strutturale il ricorso al trasporto extra-regionale e aumentare la capacità di chiudere il ciclo a livello locale, con effetti diretti sulla continuità del servizio e sui costi sostenuti dal Comune.
Prescrizioni e condizioni ambientali: cosa cambia tra progetto e gestione
Il lavoro istruttorio non si è limitato a un “sì” secco. Nella documentazione viene indicato un pacchetto di 11 condizioni ambientali e 97 prescrizioni, articolate tra ciò che dovrà essere recepito nella progettazione esecutiva e ciò che riguarderà la fase di esercizio dell’impianto.
Una parte delle indicazioni, secondo quanto comunicato, dovrà entrare nel progetto esecutivo che il proponente dovrà completare entro trenta giorni; altre prescrizioni agiscono sul “dopo”, cioè sul modo in cui l’impianto verrà controllato e gestito una volta operativo. Tra i capitoli richiamati: monitoraggio e controllo, scarico e utilizzo delle acque, emissioni in atmosfera, tutela del paesaggio, uso di fonti rinnovabili, rispetto di suolo e sottosuolo.
Il nodo politico: autonomia impiantistica e fine dell’export dei rifiuti
Nel lessico dell’amministrazione capitolina, l’autorizzazione viene letta come un passaggio che cambia il profilo della città: meno dipendenza da discariche e conferimenti fuori Roma, più controllo sul ciclo, più spazio – almeno nelle intenzioni – per far crescere la raccolta differenziata senza restare intrappolati nell’emergenza. È lo stesso Gualtieri a rivendicare che l’apparato di prescrizioni “rafforza” il progetto senza rallentarne la realizzazione, ringraziando gli enti coinvolti in Conferenza dei Servizi e collegando l’impianto a un miglioramento di efficienza e di costi per l’amministrazione e, per riflesso, per i cittadini.
Resta, come sempre in interventi di questa scala, la distanza tra atto amministrativo e percezione pubblica: il passaggio autorizzativo consolida l’iter, ma sposta la discussione sui dettagli di esecuzione, sui controlli effettivi, sulla trasparenza dei monitoraggi, sulla capacità di rendere verificabili – senza opacità – le condizioni ambientali imposte.