E se non fosse per moda? Roma si riscopre vegetariana

Sempre più spesso nella società contemporanea sentiamo parlare di vegetarianismo (o vegetarismo, o vegetarianesimo). Media, giornali e social network ci propongono infatti quasi quotidianamente questo tema senza pensare che a Roma stiano sempre più aumentando il numero di persone che hanno deciso di seguire questa scelta etica.

Alcuni Paesi vantano tradizioni secolari per quanto riguarda la dieta vegetariana (ad esempio l’India), mentre il boom di vegetariani che si sta registrando nei Paesi più ricchi è un fenomeno relativamente recente (iniziato pochi decenni fa). Ed è proprio qui, dove aumenta a dismisura il numero di ristoranti, fast food e bar che propongono menù vegetariani, che chi aderisce a questo stile di vita viene additato come aderente ad una moda. Una moda che consisterebbe nell’assoluta astensione da prodotti carnei o ittici.

Non esiste giornale di moda e lifestyle che non proponga mensilmente la sua nuova proposta dietetica che rispetti i dettami etici imposti dalla scelta di essere vegani e spesso e volentieri alcune sono perfino gustose!
Bisogna guardare nel profondo verso quelle che sono le motivazioni che ci spingono ad assumere un tale comportamento mi sembrano infatti più che valide: etica, salute, religione – spiritualità e ambiente. Solitamente queste non coesistono tutte assieme nello stesso soggetto, ma è una in particolare a prevalere sulle altre.

Precisamente nel nostro Paese, secondo il Rapporto Italia Eurispes 2018, la percentuale di coloro che hanno optato per un regime alimentare vegetariano e vegano oscilla tra il 7% e l’8%. Di questi il 38,5% ha intrapreso questa dieta poiché convinta degli effetti positivi sulla salute, il 20,5% per amore e rispetto nei confronti di tutti gli animali, solo il 3,8% per attenzione alle questioni ambientali. La restante percentuale di coloro che ha preso questa decisione lo ha fatto per motivi religiosi-spirituali, filosofia di vita o per semplice curiosità.

Sono decine se non centinaia gli studi che certificano gli effetti positivi sul nostro pianeta derivanti dalla riduzione del consumo di carne, e in particolare i benefici sono evidenti a livello di consumo di acqua, produzione di gas serra, consumo e inquinamento del suolo, salute collettiva. Proprio riguardo quest’ultimo aspetto, secondo un recente studio dell’Università di Oxford, se scegliessimo tutti di diventare vegani potremmo evitare 8,1 milioni di decessi nei prossimi 35 anni, se adottassimo invece una dieta vegetariana il numero scenderebbe a 7,3 milioni, e se infine ci limitassimo a diminuire il consumo di carne in favore di frutta e verdura si eviterebbero comunque 5,1 milioni di decessi.

Insomma, considerare il vegetarianismo una moda è forse esagerato, ma sicuramente le pubbliche dichiarazioni di personaggi famosi, le campagne pubblicitarie e le giornate (o addirittura settimane) dedicate annualmente a livello mondiale a questo tema incentivano uomini e donne soprattutto a documentarsi su questo stile di vita più sostenibile.

A Roma il numero dei ristoranti vegetariani e vegani cresce sensibilmente ogni anno aumentando una già vasta offerta che prevede ristoranti di ogni tipo e per ogni portafoglio, annoverando perfino alcune eccellenze da poter fare provare anche a chi non è vegetariano: Warsà in via Melzo è uno di questi, un posto davvero incantevole che vi stupirà non solo con il suo menù, ma con tutto quello che lo circonda, da provare!

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