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Taxi a Roma, corsa finisce in rapina con coltello: arrestato un 46enne

25/03/2026

Taxi a Roma, corsa finisce in rapina con coltello: arrestato un 46enne

Sembrava una corsa notturna come molte altre, richiesta con modalità del tutto ordinarie e iniziata senza segnali particolari di pericolo. Poi, nel giro di pochi istanti, il tragitto si è trasformato in una rapina a mano armata, consumata all’interno del taxi sotto la minaccia di un grosso coltello da cucina. È l’episodio ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato del V Distretto Prenestino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare in carcere nei confronti di un quarantaseienne romano, ora gravemente indiziato dei reati di rapina aggravata e porto di oggetti atti ad offendere.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tutto ha avuto origine dalla denuncia presentata dal tassista, vittima dell’aggressione. L’uomo, durante la notte, aveva accettato una richiesta di corsa apparentemente normale, salvo accorgersi troppo tardi che dietro quel tragitto si nascondeva un piano ben diverso. Il passeggero, stando agli accertamenti svolti dagli agenti, avrebbe prenotato il servizio utilizzando un’utenza telefonica riconducibile a un conoscente, per poi salire a bordo mantenendo un atteggiamento tranquillo e chiedendo di essere accompagnato nella zona del Quarticciolo.

La minaccia con il coltello e il denaro consegnato al rapinatore

La situazione è degenerata nel momento in cui il conducente ha chiesto il pagamento anticipato della corsa. A quel punto, secondo la ricostruzione investigativa, il passeggero si sarebbe spostato dal sedile posteriore a quello anteriore, estraendo un grosso coltello da cucina e puntandolo contro il tassista. Sotto la minaccia costante della lama, la vittima sarebbe stata costretta a consegnare l’incasso che aveva con sé, pari a circa 100 euro.

L’azione, rapida e violenta, si sarebbe conclusa con la fuga dell’uomo, che si è dileguato subito dopo essersi impossessato del denaro. Per il tassista sono rimasti la paura, la lucidità necessaria per denunciare quanto accaduto e una serie di elementi che si sarebbero rivelati decisivi per consentire agli investigatori di stringere il cerchio sul presunto autore.

L’indagine tra telecamere, utenza telefonica e riconoscimento fotografico

La ricostruzione del quadro indiziario si è fondata su un lavoro investigativo sviluppato attraverso più riscontri convergenti. Gli agenti del V Distretto Prenestino hanno analizzato innanzitutto l’utenza telefonica utilizzata per prenotare la corsa, risalendo così a un primo elemento utile all’identificazione. A questo si sono aggiunte le immagini del sistema di videosorveglianza installato all’interno del taxi, che hanno offerto ulteriori dettagli sulla dinamica e sull’aspetto del passeggero.

Determinante, in questa fase, anche il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima, che ha contribuito a consolidare gli elementi raccolti dagli investigatori. Il materiale acquisito è stato quindi trasmesso all’autorità giudiziaria e valutato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai magistrati di Palazzo Clodio.

Gli indizi raccolti a carico del quarantaseienne sono stati ritenuti sufficienti dal GIP del Tribunale di Roma, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi eseguita dagli stessi agenti del V Distretto Prenestino. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, la Polizia di Stato ha rinvenuto e sequestrato il coltello ritenuto utilizzato per la rapina, oltre agli indumenti indossati la notte dell’episodio, risultati compatibili con quelli ripresi dalle telecamere di bordo del taxi.

Il quarantaseienne si trova ora in carcere ed è gravemente indiziato dei reati di rapina aggravata e porto di oggetti atti ad offendere. Resta fermo che le risultanze investigative descritte si collocano nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti dell’indagato, vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to