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Smartphone rubato e richiesta di denaro per la restituzione: due arresti per estorsione

18/02/2026

Smartphone rubato e richiesta di denaro per la restituzione: due arresti per estorsione

Le hanno sottratto lo smartphone dall’auto e si sono allontanati convinti di aver fatto perdere le proprie tracce. A incastrarli è stato il sistema di geolocalizzazione del dispositivo, ma soprattutto la determinazione della vittima, che ha seguito in tempo reale il segnale fino a condurre la Polizia di Stato faccia a faccia con i presunti responsabili.

Due uomini, di 37 e 47 anni, entrambi di origine marocchina, sono stati arrestati e sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di estorsione aggravata.

La traccia digitale e l’intervento delle Volanti

La vicenda è iniziata quando la giovane, impegnata in una conversazione telefonica tramite auricolari bluetooth, ha improvvisamente avvertito l’interruzione della chiamata. In pochi istanti ha compreso che il cellulare, lasciato all’interno dell’auto parcheggiata a breve distanza, era stato sottratto.

Senza perdere tempo, ha attivato il sistema di geolocalizzazione del dispositivo, seguendone gli spostamenti e mantenendo un contatto costante con la Sala Operativa della Questura di Roma. Passo dopo passo, ha fornito agli operatori indicazioni precise sulla posizione del telefono, che si stava dirigendo verso la periferia est della Capitale.

Le pattuglie delle Volanti hanno raggiunto l’area segnalata proprio mentre la situazione stava prendendo una piega ulteriore.

Il tentativo di “cavallo di ritorno”

Secondo quanto ricostruito, i due uomini avrebbero contattato la vittima proponendo la restituzione del cellulare in cambio del pagamento di 200 euro, modalità comunemente definita “cavallo di ritorno”. Una richiesta che ha trasformato il furto in una presunta estorsione.

L’intervento degli agenti è scattato nel momento stesso dell’incontro: i due complici sono stati bloccati e arrestati in flagranza. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.

La dinamica evidenzia come gli strumenti tecnologici, se utilizzati con tempestività e in coordinamento con le forze dell’ordine, possano risultare determinanti nell’individuazione dei responsabili e nel recupero dei beni sottratti.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.