“SHAKE” debutta a Roma: quando la formazione manageriale sale sul palco
25/02/2026
Al Teatro Ghione di Roma, nella serata di lunedì 24 febbraio, “SHAKE. Un’altra idea di futuro” ha portato in città un modo diverso di parlare di lavoro, leadership e trasformazione: non una lezione frontale, né l’ennesimo convegno a pannelli, bensì un dispositivo narrativo che intreccia linguaggi, emozioni e pensiero critico. L’evento – promosso da CFMT (Centro di Formazione Management del Terziario) con Confcommercio Roma e ManagerItalia – ha segnato l’esordio capitolino di un format costruito per scardinare abitudini consolidate nella formazione manageriale, contaminandole con arte, musica e teatro.
I saluti istituzionali e la metafora del sipario
Ad aprire la serata è stata Mara Mura, presidente CFMT, che ha introdotto sul palco i partner istituzionali. Per Confcommercio Roma è intervenuto il vicepresidente vicario Maurizio Pezzetta, affiancato da Gaetano Torino, vicepresidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria. Il passaggio più efficace dell’intervento di Pezzetta è arrivato nel paragone tra impresa e teatro: l’idea di un sipario che si alza ogni giorno, di una performance quotidiana fatta di responsabilità, energia, rischio e perseveranza, fino alla chiusura serale che non coincide con la fine, ma con la preparazione del giorno dopo.
Nel discorso è emersa anche una linea più politica, legata alla tutela del CCNL e al contrasto ai contratti pirata, con la conferma di una collaborazione stretta con Manageritalia su un terreno che incrocia rappresentanza, regole e qualità del lavoro.
Un format che non “spiega”: racconta, interpreta, mette in movimento
Ideato dalla giornalista e saggista Maria Cristina Origlia, “SHAKE” è costruito come una performance: narrazione, letture recitate e musica convivono in un impianto scenico che chiede attenzione, non semplicemente ascolto. L’obiettivo non è trasferire nozioni, ma produrre domande: sul senso del lavoro, sull’impatto umano delle scelte, sul confine tra carriera e identità. Il format arriva a Roma dopo aver ospitato, nelle precedenti edizioni, figure di primo piano del panorama culturale e scientifico; qui si concentra sul tema della voce, intesa come strumento artistico e, insieme, come metafora di libertà e relazione.
Tosca e “Il suono della voce”: carriera, scelta, artigianato del mestiere
Il cuore della serata è stato il dialogo tra Origlia e Tosca (Tiziana Donati). L’artista ha ripercorso passaggi decisivi della propria traiettoria: gli inizi con Renzo Arbore, la vittoria a Sanremo, poi una svolta che ha il peso di una dichiarazione di metodo – sciogliere i legami con le grandi major per recuperare un lavoro più artigianale, meno ingabbiato, costruito per progetti.
Tra esecuzioni dal vivo e omaggi alla tradizione romana e napoletana, Tosca ha parlato del documentario “Il suono della voce”, insistendo su un punto semplice e potente: il canto come spazio di incontro, capace di attraversare confini e di produrre dialogo tra persone e culture. Da qui il passaggio a Officina Pasolini, l’hub culturale e laboratorio di alta formazione della Regione Lazio ideato e coordinato dall’artista, raccontato come una “bottega” in cui il talento si coltiva con cura, lontano dalla retorica della competizione permanente e dalle pressioni del marketing.
A chiudere, l’intervento di Nicola Spagnuolo, direttore CFMT, ha riportato la serata al suo punto d’origine: una classe dirigente che voglia guidare il cambiamento ha bisogno anche di essere messa in crisi, di uscire dai binari dell’addestramento e ritrovare pensiero, sensibilità, coraggio di visione.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to