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Sapienza introduce nuove misure etiche per la ricerca

09/10/2025

Sapienza introduce nuove misure etiche per la ricerca

Gli organi di governo dell’Ateneo romano hanno approvato un pacchetto di norme che rafforza i controlli sulle collaborazioni di ricerca con Paesi extra-UE classificati come a rischio sul fronte dei diritti umani. Il documento, adottato in seduta congiunta e votato all’unanimità, aggiorna le linee guida già esistenti sul tema delle attività dual use, con lo scopo di assicurare maggiore trasparenza e integrità scientifica.

Israele e Russia sotto osservazione

La lista dei Paesi a rischio comprende Stati la cui condotta internazionale solleva preoccupazioni. Israele viene incluso in riferimento al trattamento della popolazione palestinese nei territori occupati e alle operazioni militari condotte nella Striscia di Gaza, considerate in violazione del diritto umanitario internazionale. La Russia, invece, è indicata per la limitazione crescente delle libertà civili, la repressione del dissenso interno e l’invasione dell’Ucraina. Con questo passaggio, l’università non solo prende posizione, ma introduce regole che possono arrivare a bloccare l’attivazione di progetti giudicati incompatibili con i principi etici dell’Ateneo.

Nuove responsabilità nei Dipartimenti

Il regolamento stabilisce la nomina di un Referente Dipartimentale per la compliance della ricerca. Questo incarico avrà la funzione di filtro preventivo, garantendo che ogni collaborazione venga esaminata con attenzione per individuare possibili ricadute in ambiti militari o di repressione politica. Una procedura che si colloca in un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e crescente attenzione al rapporto tra scienza e società.

Un percorso che rafforza la cultura etica della ricerca

La rettrice Antonella Polimeni ha sottolineato come queste misure si inseriscano in una strategia già avviata con l’istituzione del Comitato Etico per la Ricerca Transdisciplinare e con il Panel di esperti dedicato al dual use. La decisione di oggi conferma l’impegno della Sapienza nel bilanciare libertà scientifica e responsabilità, affermando un modello di università attenta agli impatti sociali delle proprie scelte e capace di introdurre strumenti concreti di tutela.