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“Sapienti e Saperi”: la Sapienza riscopre la sua eredità scientifica e artistica

17/10/2025

“Sapienti e Saperi”: la Sapienza riscopre la sua eredità scientifica e artistica

Nel cuore della Città Universitaria della Sapienza, una mostra restituisce voce e forma alla storia della conoscenza. Dal 21 ottobre al 20 dicembre 2025, “Sapienti e Saperi. L’immaginario storico della medicina e i ritratti delle personalità illustri dello Studium Urbis” porta alla luce un patrimonio di opere d’arte, libri e strumenti che raccontano cinque secoli di ricerca e cultura scientifica.

Tra arte e scienza, un racconto di volti e idee

Per la prima volta, l’androne del Rettorato ospita busti e ritratti restaurati delle personalità che hanno fatto la storia dello Studium Urbis, opere che intrecciano la memoria dell’Ateneo con l’evoluzione del pensiero medico e scientifico.

Si incontrano qui le firme di grandi scultori come Pietro Canonica, autore del busto di Vittorio Scialoja, e Adamo Tadolini, che raffigurò Papa Gregorio XVI, promotore della crescita museale e bibliotecaria della Sapienza. Accanto a loro, l’interpretazione moderna di Giuseppe Ducrot, con il suo ritratto bronzeo di Ettore Majorana, e la presenza simbolica della scienziata Nella Mortara, prima donna ad avere un busto nell’esposizione.

“Questa mostra vuole restituire un volto al sapere, ma anche rinnovarlo attraverso la memoria visiva dei suoi protagonisti”, spiegano i curatori.

L’immaginario della medicina: un viaggio attraverso i secoli

La seconda sezione dell’esposizione si apre con un capolavoro assoluto: la prima edizione del “De humani corporis fabrica” di Andrea Vesalio, pietra miliare dell’anatomia moderna. Intorno a questo testo ruotano trattati del XVI secolo, oggetti chirurgici, strumenti anatomici e maioliche da farmacia, che testimoniano la complessità del pensiero medico e la sua dimensione estetica.

I materiali provengono dal Museo di Storia della Medicina della Sapienza, dalla Biblioteca Alessandrina e da prestiti privati, come quello della Altomani & Sons di Pesaro, che ha concesso il vaso piriforme di Costanzo Felici (1551).

Tra le novità più affascinanti, il “Museo dei Saperi”, un’installazione digitale interattiva che consente di esplorare virtualmente le scansie tematiche della Libraria dei duchi di Urbino, riprodotte in un ambiente immersivo. Una fusione tra passato e futuro che trasforma la tradizione del sapere in esperienza contemporanea.

La mostra, curata dal gruppo di ricerca universitario “Immaginare i Saperi”, coordinato da Daniela Fugaro e Massimo Moretti, è visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, su prenotazione (prenotazioni: [email protected]).