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Saldi invernali 2026 a Roma: incassi in crescita e negozi fisici di nuovo protagonisti

27/01/2026

Saldi invernali 2026 a Roma: incassi in crescita e negozi fisici di nuovo protagonisti

Il primo bilancio dei saldi invernali 2026 a Roma restituisce un segnale netto: la stagione degli sconti sta spingendo gli incassi e, allo stesso tempo, sta riportando persone dentro i negozi. Secondo le elaborazioni di Federazione Moda Italia Roma, gli incassi registrano un aumento del 10% rispetto allo scorso anno; il giro d’affari complessivo stimato per l’intera campagna supera i 600 milioni di euro e potrebbe crescere ulteriormente entro la chiusura delle promozioni, fissata al 13 febbraio. Numeri che, letti nel contesto di una domanda ancora attenta al prezzo, suggeriscono una combinazione efficace: sconto percepito come “vero”, assortimento stagionale appetibile e un clima di acquisto più fiducioso rispetto a dodici mesi fa.

Il dato interessante, però, non è soltanto economico. In controluce emerge una tendenza che molti operatori attendevano: un ritorno, almeno parziale, all’esperienza “offline”, con un recupero di centralità del punto vendita tradizionale anche in un mercato dominato da promozioni online perenni e spesso opache.

La spinta dei negozi fisici: fiducia, regole e trasparenza del prezzo

Nel racconto dei commercianti romani, la leva che fa la differenza non è solo lo sconto, ma la chiarezza. Il presidente di Federazione Moda Italia Roma, Massimo Bertoni, sottolinea che i saldi, proprio perché normati, offrono garanzie più solide rispetto a molte campagne digitali: la tracciabilità del prezzo di partenza, l’esposizione corretta, la percezione di una convenienza verificabile. È un punto che intercetta una sensibilità crescente: dopo anni di sconti “continuativi” e di promozioni lampo, una parte dei consumatori sembra premiare formule più leggibili, dove lo sconto non appare come un artificio ma come un’occasione reale.

In questa cornice il negozio fisico torna competitivo per ragioni che l’e-commerce fatica a replicare: prova immediata, consulenza, gestione semplice del cambio, rapporto umano. Non sono nostalgie, sono elementi pratici che diventano valore quando la spesa sale e l’acquisto è più impegnativo.

Tridente e direttrici storiche: lo shopping torna a fare massa critica

Le aree più performanti restano quelle con maggiore densità commerciale e attrattività turistica. Il Tridente — via del Corso, via del Babuino, via di Ripetta — si conferma la zona simbolo dello shopping romano, capace di drenare flussi di residenti e visitatori e di sostenere volumi alti anche nelle settimane in cui il meteo e l’incertezza potrebbero frenare gli acquisti. Bene anche via Cola di Rienzo e via Appia Nuova, direttrici consolidate che uniscono negozi di catena e tessuto commerciale di prossimità.

La crescita, però, non si limita al lusso e alle vie “da cartolina”: secondo le indicazioni raccolte, si muove anche nelle zone più periferiche, dove il commercio di prossimità intercetta un bisogno diverso, fatto di praticità, fiducia e conoscenza del cliente.

Cosa si compra con i saldi: capispalla, accessori e profumeria

A gennaio, diversamente dal Natale, l’acquisto tende a diventare più strutturato. I prodotti più venduti sono giacconi e cappotti, voci di spesa spesso rinviate a causa dei prezzi a listino. Tengono gli accessori e cresce l’interesse per le profumerie, che stanno trasformando alcuni punti vendita in luoghi di esperienza, tra consulenza e cura di sé, oltre la semplice transazione.

Anche la spesa media pro capite sale: tra 130 e 160 euro, contro la fascia 90–140 euro registrata nel 2025. È un indicatore che parla di carrelli più pesanti e di acquisti meno “di impulso”, con un consumatore che entra in negozio per chiudere una scelta rimandata.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to