Rome Technopole, a Roma il bilancio di un ecosistema dell’innovazione nato con il PNRR
12/03/2026
Nel cuore della Città universitaria della Sapienza, l’Aula magna del Palazzo del Rettorato ha ospitato l’apertura del convegno “Rome Technopole: Dove il futuro prende forma”, una giornata di confronto dedicata a raccontare il percorso compiuto da uno dei principali progetti italiani di collaborazione tra università, imprese e istituzioni. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Rome Technopole, rappresenta un momento di riflessione pubblica sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo di un ecosistema scientifico nato grazie al sostegno del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e produttivo, offrendo uno spazio di dialogo sulle trasformazioni che stanno attraversando ricerca, innovazione e sistemi industriali. Al centro della discussione, il ruolo strategico delle università e dei centri di ricerca nel costruire infrastrutture scientifiche capaci di generare impatto economico e sociale.
Un’alleanza tra università, imprese e istituzioni
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza e presidente della Fondazione Rome Technopole, affiancata da Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria e vicepresidente della Fondazione, Monica Lucarelli, assessora alle Attività produttive e alle Pari opportunità di Roma Capitale, e Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.
Durante l’incontro è stato presentato anche un nuovo video dedicato alla futura sede e infrastruttura di ricerca in fase di realizzazione nell’area di Pietralata, destinata a diventare uno dei poli scientifici più avanzati del territorio. Il progetto si inserisce in una visione più ampia che punta a rafforzare la capacità del Lazio di attrarre competenze, investimenti e nuove iniziative imprenditoriali legate alla ricerca applicata.
Secondo Antonella Polimeni, il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione stabile tra mondi tradizionalmente separati. L’alleanza che ha dato origine alla Fondazione riunisce università, enti di ricerca, istituzioni pubbliche e sistema produttivo, soggetti che hanno scelto di condividere strategie e obiettivi per affrontare le sfide della trasformazione tecnologica.
Il percorso avviato quasi quattro anni fa con la firma dell’atto costitutivo della Fondazione ha progressivamente consolidato una rete di cooperazione che guarda alla transizione energetica, alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale come assi portanti del futuro sviluppo economico.
Investimenti, ricerca e capitale umano
Uno degli elementi che meglio descrivono la portata dell’iniziativa riguarda l’entità delle risorse mobilitate. La Fondazione ha completato una spesa complessiva superiore ai 110 milioni di euro, destinata alla realizzazione di laboratori avanzati, infrastrutture scientifiche e programmi di ricerca ad alto contenuto tecnologico.
Una quota significativa di questi fondi è stata indirizzata verso il capitale umano, con il finanziamento di borse di studio, contratti di ricerca e opportunità professionali rivolte a giovani ricercatori e dottorandi. L’obiettivo consiste nel creare un ambiente capace di trattenere talenti e rafforzare la competitività scientifica del territorio.
Il Rome Technopole si propone infatti come piattaforma di connessione tra conoscenza accademica e applicazioni industriali, favorendo il trasferimento tecnologico e la trasformazione dei risultati scientifici in soluzioni concrete per il sistema produttivo.
Gli otto progetti flagship e la nuova generazione di ricercatori
Durante il convegno, ricercatrici e ricercatori coinvolti nel programma hanno presentato lo stato di avanzamento degli otto progetti flagship che costituiscono l’ossatura scientifica del Technopole. Le attività di ricerca spaziano dalla transizione energetica alla digitalizzazione dei processi industriali, dalla sostenibilità ambientale alle tecnologie avanzate per l’innovazione produttiva.
Le sessioni tematiche dedicate ai progetti continueranno anche nella giornata del 12 marzo, offrendo uno spazio di confronto tra i diversi gruppi di lavoro e permettendo di condividere risultati, metodologie e prospettive di sviluppo.
Particolare attenzione è stata riservata alla valorizzazione del lavoro svolto dai giovani studiosi coinvolti nel programma. Per questo è stato creato l’“Early-career researchers corner”, uno spazio pensato come vetrina delle ricerche condotte da dottorandi e ricercatori nelle prime fasi della carriera accademica.
L’iniziativa rappresenta un segnale importante: la costruzione di un ecosistema dell’innovazione non si misura soltanto attraverso infrastrutture e investimenti, ma anche attraverso la capacità di formare una nuova generazione di studiosi, tecnologi e professionisti in grado di guidare le trasformazioni economiche e scientifiche dei prossimi decenni.
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