Roma verso l’Unesco: la sfida della Learning City e la Rete metropolitana dell’apprendimento permanente
11/02/2026
Fare della conoscenza un’infrastruttura urbana, al pari dei trasporti o dei servizi essenziali, significa assumere che l’educazione non sia una parentesi della vita, ma una dimensione continua dell’esistenza individuale e collettiva. Con questa visione Roma e la Città metropolitana hanno annunciato la volontà di candidarsi alla Global Network of Learning Cities dell’Unesco, in vista della scadenza prevista per la metà del 2027.
L’annuncio è stato dato nella sala consiliare di Palazzo Valentini dal sindaco di Roma e della Città metropolitana, Roberto Gualtieri, insieme al rettore dell’Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, e ad Angelica Fai per l’Unesco, nel corso di un incontro coordinato dal giornalista Marco Damilano. In collegamento anche i sindaci di Torino, Brescia e Palermo, città italiane già inserite nella rete internazionale.
La città come ecosistema educativo permanente
La candidatura nasce dall’idea che l’educazione costituisca un pilastro strutturale della democrazia e uno strumento decisivo per sostenibilità, resilienza e coesione sociale. L’obiettivo dichiarato è costruire una “Città metropolitana educante”, capace di accompagnare ogni persona lungo l’intero arco della vita, superando la tradizionale coincidenza tra istruzione e obbligo scolastico.
Nel modello delineato, scuole, università, biblioteche, poli civici, centri culturali e spazi associativi non operano come realtà isolate, ma come nodi di una rete integrata. L’educazione diventa così un diritto permanente, accessibile in ogni fase dell’esistenza, e la qualità dell’offerta formativa assume una valenza strategica per lo sviluppo territoriale.
Il riferimento esplicito è al Piano Strategico Metropolitano e agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In questa cornice, la cultura viene intesa come leva di inclusione e di crescita, soprattutto in un contesto segnato da trasformazioni rapide, nuove fragilità sociali e diseguaglianze emergenti.
Una scelta strategica e una struttura scientifica
Secondo il rettore Fiorucci, l’adesione alla rete Unesco rappresenta una presa di posizione chiara sul valore pubblico della conoscenza. Non un’iniziativa simbolica, ma un impegno politico e amministrativo che implica programmazione, coordinamento e valutazione delle politiche educative.
Il percorso di candidatura si fonda su un accordo di collaborazione tra Roma Capitale, Città metropolitana e l’Università Roma Tre, in particolare con il Dipartimento di Scienze della Formazione. L’obiettivo è garantire al progetto una solida base scientifica e metodologica, capace di orientare le azioni e di misurarne l’impatto nel tempo.
La Global Network of Learning Cities, istituita dall’Unesco nel 2013, riunisce oggi 425 città in 91 Paesi. Le amministrazioni che ne fanno parte condividono buone pratiche e strategie per promuovere l’apprendimento permanente, favorendo lo scambio internazionale su politiche educative innovative.
Per Roma, la sfida consiste nel mettere a sistema le energie già presenti sul territorio, valorizzando le specificità dei quartieri e rafforzando il coordinamento tra istituzioni, mondo accademico, terzo settore e cittadinanza attiva. Una trasformazione che non si esaurisce in un riconoscimento formale, ma richiede la costruzione di un’infrastruttura culturale capace di tenere insieme generazioni diverse e di rendere la conoscenza un bene realmente condiviso.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to