Roma Tre, educazione sentimentale e prevenzione della violenza di genere: il dialogo con Gino Cecchettin
20/02/2026
Un’Aula Magna gremita, silenziosa, attraversata da un ascolto partecipe. All’Università Roma Tre si è svolto il seminario Per una educazione sentimentale. Prevenire e contrastare la violenza di genere. In dialogo con Gino Cecchettin, promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione con la collaborazione del MuSEd “Mauro Laeng” e del Gruppo di Lavoro di Ateneo Public History – Public Memories. Un appuntamento che ha intrecciato testimonianza, responsabilità educativa e impegno istituzionale.
Protagonista dell’incontro è stato Gino Cecchettin, Presidente della Fondazione intitolata a Giulia Cecchettin, che ha dialogato con studentesse e studenti universitari e delle scuole secondarie in un confronto diretto, a tratti emotivamente intenso, ma orientato a una prospettiva costruttiva. A moderare l’appuntamento Francesca Borruso e Liliosa Azara, docenti del Dipartimento di Scienze della Formazione.
L’educazione sentimentale come responsabilità collettiva
Dopo i saluti del Rettore Massimiliano Fiorucci, della Prorettrice Vicaria e delegata alle politiche di genere Anna Lisa Tota, della Presidente del Comitato Unico di Garanzia Noah Vardi, della Direttrice del Dipartimento Paola Perucchini e della Coordinatrice del Centro Antiviolenza “Sara Di Pietrantonio” Simona Ammerata, la riflessione si è concentrata su un nodo pedagogico centrale: l’educazione sentimentale come strumento di prevenzione.
Cecchettin ha richiamato la necessità di costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla responsabilità, rivolgendosi in modo particolare ai più giovani: “Amo parlare di vita e di progetti, nonostante tutto quello che mi è successo, perché è da qui che può nascere un cambiamento reale. Stiamo affrontando un problema grave, che richiede di sbarrare con decisione la strada sbagliata, ma anche di indicare e rendere visibile quella giusta”.
Il dialogo ha coinvolto attivamente le scuole presenti – il Liceo “Vittorio Gassman” di Roma, la secondaria di primo grado “Cocchi Aosta” e il Liceo “Jacopone da Todi”, l’Istituto “Leon Battista Alberti” – che hanno condiviso esperienze di educazione all’affettività e percorsi di consapevolezza di genere sviluppati nei rispettivi contesti formativi. Interventi che hanno mostrato quanto il lavoro educativo possa incidere nella costruzione di una cultura relazionale più matura.
Le azioni di Roma Tre contro la violenza di genere
Il Rettore Fiorucci ha inserito l’iniziativa in un quadro più ampio di politiche di Ateneo, costruite nel tempo attraverso servizi, campagne e strumenti normativi. Roma Tre ha promosso eventi dedicati alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, aderito alla campagna nazionale “Come un’onda”, realizzato un murale dell’artista Luis Gomez de Teran sulla parità di genere e inaugurato, l’11 ottobre 2024, uno spazio in ricordo di Sara Di Pietrantonio.
L’impegno si traduce anche in misure strutturali: l’apertura del Centro Antiviolenza “Sara Di Pietrantonio”, la presenza della Consigliera di Fiducia, l’attività del Comitato Unico di Garanzia, l’approvazione del Codice di comportamento per la prevenzione e il contrasto delle molestie e di ogni forma di discriminazione. A ciò si aggiunge l’attenzione verso chi esce da situazioni di violenza e verso i figli e le figlie delle vittime di femminicidio, attraverso l’esonero totale dalle tasse universitarie.
L’incontro ha ribadito un principio chiaro: l’istruzione non può limitarsi alla trasmissione di saperi disciplinari, ma deve assumere un ruolo attivo nella formazione di cittadine e cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e contrastare dinamiche di sopraffazione. In questa prospettiva, l’università si conferma presidio di diritti, legalità e cura delle relazioni, luogo in cui memoria e responsabilità si trasformano in azione educativa.
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