Roma, sequestrati beni per oltre 6,5 milioni a presunti vertici di un’associazione per traffico di droga
11/02/2026
Oltre un milione e trecentomila euro in disponibilità finanziarie, due orologi Rolex, monili in oro e un patrimonio complessivo che supera i 6,5 milioni di euro. È il risultato dell’attività condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Roma nell’ambito dell’esecuzione di un decreto di sequestro finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione – su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore.
L’operazione, avviata lo scorso 21 gennaio, ha consentito di individuare ulteriori beni di ingente valore nella disponibilità dei soggetti destinatari del provvedimento, ritenuti ai vertici di un’associazione criminosa attiva da tempo nel traffico di sostanze stupefacenti.
Denaro reinvestito tra polizze e buoni fruttiferi
Le somme sequestrate, pari a circa 1,3 milioni di euro, sono state rinvenute su rapporti finanziari riconducibili direttamente e indirettamente agli indagati. Secondo quanto emerso dalle indagini, il denaro – ritenuto provento dell’attività illecita – sarebbe stato in larga parte reinvestito in strumenti finanziari come polizze vita e buoni fruttiferi, con l’obiettivo di consolidare e schermare il patrimonio.
La quota residua risultava depositata su conti correnti personali e su rapporti intestati a società formalmente riconducibili a terzi, già sottoposte a sequestro perché ritenute riconducibili a interposti fittizi. Una parte minoritaria delle somme è stata trovata in contanti nel corso delle perquisizioni eseguite presso le abitazioni degli interessati.
Il meccanismo descritto dagli investigatori evidenzia una strategia di diversificazione e occultamento delle disponibilità economiche, finalizzata a rendere più complessa la ricostruzione dei flussi finanziari e a ostacolare eventuali misure ablative.
Misure di prevenzione e confisca: il quadro normativo
Il provvedimento è stato adottato ai sensi del decreto legislativo n. 159 del 2011, il cosiddetto Codice Antimafia, che disciplina le misure di prevenzione patrimoniali nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi, anche in assenza di una sentenza definitiva.
Il sequestro rappresenta una fase preliminare rispetto all’eventuale confisca: nelle prossime settimane si aprirà il contraddittorio nell’ambito del procedimento di prevenzione, durante il quale sarà valutata la sussistenza dei presupposti per il trasferimento definitivo dei beni allo Stato.
Il provvedimento ablatorio ha riguardato quelli che gli inquirenti considerano capi e promotori di un’associazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere. Gli stessi sono stati recentemente raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma – Ufficio del G.I.P. – al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia.
L’entità del patrimonio sottoposto a vincolo – oltre 6,5 milioni di euro – restituisce la dimensione economica dell’organizzazione oggetto d’indagine e conferma la centralità dell’aggressione ai beni quale strumento di contrasto alle attività criminali strutturate.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle misure di prevenzione e che, in relazione alle contestazioni penali, per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to