Roma ricorda Lanari e Scravaglieri, 38 anni dopo l’agguato di via Prati di Papa
16/02/2026
Il 14 febbraio 1987 una pattuglia della Sezione Volanti, impegnata in un ordinario servizio di controllo del territorio, fu sorpresa da un commando armato in via Prati di Papa. In quell’attacco persero la vita l’Assistente della Polizia di Stato Rolando Lanari e l’Agente Scelto Giuseppe Scravaglieri. Alla guida dell’auto di servizio c’era Pasquale Parenti, unico superstite dell’agguato.
A trentotto anni di distanza, la Questura di Roma ha rinnovato il ricordo di quei fatti con una cerimonia sobria e partecipata. Il Questore di Roma, Roberto Massucci, a nome del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Prefetto Vittorio Pisani, ha deposto due corone d’alloro: una presso il ceppo commemorativo all’interno della Sezione Volanti di via Guido Reni, l’altra davanti alla lapide collocata nel luogo dell’attentato, in via Prati di Papa.
Il ricordo e il valore della memoria
Le commemorazioni sono state officiate dal Cappellano della Questura di Roma, don Nicola Tagliente, alla presenza delle autorità civili e militari, dei colleghi delle vittime e di rappresentanti dell’Amministrazione della pubblica sicurezza. Un momento di raccoglimento che, anno dopo anno, rinnova il legame tra le generazioni di poliziotti e chi ha pagato con la vita il servizio allo Stato.
Il gesto della deposizione delle corone, ripetuto in entrambi i luoghi simbolici – la sede operativa della Sezione Volanti e il teatro dell’agguato – sottolinea la doppia dimensione del ricordo: interna al Corpo e pubblica, radicata nello spazio urbano in cui si consumò la violenza.
Un attentato nel pieno degli anni di piombo
L’agguato del 1987 fu rivendicato dalle Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente, in una fase in cui il terrorismo eversivo continuava a colpire obiettivi istituzionali. Le successive indagini e i processi accertarono la responsabilità di esponenti del gruppo terroristico che aveva firmato l’azione.
Quella mattina di febbraio resta una ferita nella storia della città e della Polizia di Stato. Ricordare Lanari e Scravaglieri significa restituire nome e volto a due servitori dello Stato caduti nell’adempimento del dovere, ma anche riaffermare il valore della legalità e della democrazia contro ogni forma di violenza politica.
La memoria, custodita nei luoghi e nei riti, continua a essere un presidio civile. Non un esercizio formale, ma un impegno a mantenere viva la consapevolezza di ciò che è stato, perché il sacrificio di allora trovi senso nella responsabilità di oggi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to