Roma, confisca da 5 milioni a presunti capi di un’organizzazione del narcotraffico
09/03/2026
Un patrimonio stimato in circa cinque milioni di euro è stato confiscato dalla Polizia di Stato nell’ambito di un procedimento di prevenzione patrimoniale disposto dal Tribunale di Roma. Il provvedimento, eseguito dal personale della Divisione Anticrimine della Questura, riguarda beni già sottoposti a sequestro nel febbraio 2024 e riconducibili a soggetti ritenuti gravemente indiziati di aver guidato un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti.
La misura è stata disposta dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino e rappresenta un ulteriore sviluppo delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. L’inchiesta ha consentito di individuare un gruppo criminale attivo da anni nella gestione di un articolato traffico di droga nella capitale e in diversi comuni della provincia.
Le indagini sul traffico di droga tra Roma e il litorale
Secondo quanto emerso dalle attività investigative condotte dalla Polizia di Stato, i destinatari del provvedimento sarebbero stati i capi e promotori di un’associazione criminale operativa almeno dal 2012. L’organizzazione avrebbe gestito un traffico di diverse tipologie di sostanze stupefacenti con base nel quartiere romano del Torrino–Mezzocammino.
La rete criminale si sarebbe estesa anche in numerosi centri del litorale laziale, tra cui Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno e Aprilia. Le indagini hanno portato in precedenza all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del GIP del Tribunale di Roma, eseguita dalla Squadra Mobile della capitale.
Parallelamente all’indagine penale, gli investigatori della Divisione Anticrimine hanno avviato accertamenti patrimoniali finalizzati a verificare l’origine delle ricchezze accumulate dagli indagati. I risultati delle verifiche economico-finanziarie sono confluiti nella proposta di misura di prevenzione avanzata congiuntamente dal Questore di Roma e dal Procuratore della Repubblica.
Il Tribunale ha ritenuto fondate le risultanze investigative, riconoscendo anche l’attuale pericolosità sociale di due dei soggetti coinvolti. Nei loro confronti è stata applicata la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Società, immobili e auto di lusso tra i beni confiscati
Il decreto di confisca ha riguardato un articolato patrimonio composto da società, immobili, veicoli e disponibilità finanziarie. Nel dettaglio, il provvedimento ha colpito tre società con sede tra Pomezia e Ardea attive nel settore delle sale scommesse, oltre a un’ulteriore società con sede a Roma, nel quartiere Tor Bella Monaca, impegnata nella vendita di autovetture.
Tra i beni sottratti figurano anche sei immobili situati tra Roma e Pomezia, diverse autovetture di grossa cilindrata – in particolare modelli Mercedes e Audi – e le somme di denaro presenti sui conti correnti individuati durante le indagini.
Il valore complessivo del compendio patrimoniale confiscato è stato stimato intorno ai cinque milioni di euro.
Il procedimento giudiziario si trova ancora nella fase prevista per le misure di prevenzione patrimoniali. Contro il decreto di confisca di primo grado è infatti possibile presentare ricorso in appello, nel rispetto del principio del contraddittorio tra le parti.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to