Riproduttori zootecnici: come funziona il bando Lazio 2025 e cosa serve per presentare la domanda
15/01/2026
C’è un tipo di investimento che, in zootecnia, incide sul futuro più di molti macchinari: la scelta dei riproduttori. Qualità genetica, uniformità produttiva, adattamento alle condizioni aziendali e, nel caso delle razze autoctone, tutela della biodiversità non sono concetti da convegno, ma scelte che si misurano in anni. Il bando regionale del Lazio per l’acquisto di riproduttori (annualità 2025) nasce proprio su questa linea: sostenere le aziende che puntano al miglioramento genetico e, allo stesso tempo, evitare che la variabilità delle razze locali si assottigli ulteriormente.
A chi è rivolto e quali aiuti sono previsti
Il programma è destinato alle aziende agricole zootecniche che operano nel Lazio e intendono finanziare l’acquisto di capi riproduttori secondo obiettivi specifici. La misura riconosce:
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un contributo pari al 60% della spesa per l’acquisto di riproduttori maschi collegati agli obiettivi di miglioramento genetico e conservazione delle razze interessate;
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un contributo pari all’80% della spesa per l’acquisto di fattrici ovicaprine, quando l’allevamento risulta colpito nel 2025 dal virus BTV (Blue Tongue), per preservare la variabilità genetica (obiettivo dedicato).
La Regione specifica anche un punto che spesso viene sottovalutato: per partecipare l’azienda deve aver già acquistato il capo e l’acquisto deve rispettare gli standard sanitari e genealogici previsti, così da garantire l’ingresso in stalla di animali certificati e coerenti con gli obiettivi del bando.
Domanda online “a sportello”: accesso, allegati e passaggi operativi
La presentazione avviene solo online, tramite l’applicativo regionale, con accesso mediante SPID, CIE o CNS e procedura “a sportello” fino a esaurimento fondi. La Regione indica una dotazione complessiva di 1.450.000 euro e l’assegnazione dei contributi segue l’ordine di arrivo delle domande; dopo l’ammissione, è richiesto di mantenere in azienda gli animali acquistati per almeno tre anni, oltre a rendersi disponibili a eventuali controlli.
La guida operativa dell’applicativo chiarisce bene la sequenza: prima si genera la domanda, poi la si salva in PDF, la si firma (digitale o autografa con successiva scansione) e infine si procede con “Invia domanda”, caricando gli allegati richiesti in formato PDF e rispettando i limiti dimensionali indicati (ad esempio 2 MB per la domanda firmata).
Tra gli allegati compaiono, oltre alla domanda firmata, la documentazione delle spese, le certificazioni genealogiche e sanitarie; per il caso BTV è richiesta anche una certificazione dell’ASL competente che attesti la presenza del virus nell’allevamento. La stessa guida ricorda che ogni richiedente (CUAA) può presentare al massimo una domanda.
Una nota pratica: sulla pagina istituzionale del bando (aggiornata al 15 gennaio 2026) viene indicato che la data di apertura dello sportello sarebbe comunicata sulla stessa pagina; per chi sta pianificando l’invio, vale la pena controllare l’avviso più recente prima di procedere.
Link utili (ufficiali)
Guida inserimento domanda (PDF): https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/2025-12/Guida%20per%20l%27inserimento%20della%20domanda.pdf
Portale “Riproduttori” per presentare la domanda: https://webapp.regione.lazio.it/riproduttori/
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to