Regione Lazio, oltre 122 milioni per sport e impianti: il piano per ampliare l’accesso alla pratica sportiva
28/03/2026
La Regione Lazio rafforza la propria strategia sullo sport con un piano di investimenti che, per il biennio 2025-2026, supera i 122 milioni di euro. La linea politica illustrata nel corso della conferenza stampa “Sport per tutti. Investimenti, impiantistica e accesso alla pratica sportiva: il modello Lazio” punta a intervenire su due nodi che continuano a condizionare la diffusione dell’attività fisica: la qualità delle infrastrutture sportive e il peso economico che molte famiglie devono sostenere per consentire ai figli di praticare sport con continuità.
Il quadro finanziario presentato dalla Regione distingue due direttrici precise. Da una parte ci sono 73,5 milioni di euro destinati all’impiantistica sportiva, dall’altra oltre 49 milioni rivolti alla promozione e all’accesso alla pratica. Una distribuzione delle risorse che restituisce il senso di una programmazione costruita non soltanto sull’ammodernamento delle strutture, ma anche sulla necessità di allargare realmente la platea di chi può fare sport, soprattutto nei territori dove l’offerta resta più fragile o meno accessibile.
Investimenti su impianti e sostegno alle famiglie
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha ribadito che l’investimento nello sport viene considerato un intervento che incide direttamente su salute pubblica, coesione sociale e qualità della vita delle comunità. L’obiettivo dichiarato è ridurre le disuguaglianze, rendendo la pratica sportiva meno dipendente dalle condizioni economiche delle famiglie e dalla collocazione geografica dei cittadini. In questa impostazione, lo sport viene trattato come un diritto da garantire lungo tutto il territorio regionale, dai grandi centri urbani ai Comuni di dimensioni più contenute.
La scelta di agire contemporaneamente sulle strutture e sui costi va letta proprio in questa direzione. Modernizzare gli impianti, renderli più sicuri, efficienti e distribuiti in maniera più equilibrata significa aumentare le possibilità concrete di accesso. Parallelamente, intervenire con misure di sostegno economico permette di alleggerire una barriera che, per molte famiglie, continua a essere decisiva nella scelta di iscrivere o meno i figli a un’attività sportiva.
Il Lazio tra le regioni più attive nella pratica sportiva
A delineare il contesto è stata l’assessore allo Sport, al Turismo e all’Ambiente Elena Palazzo, che ha richiamato i dati contenuti nella scheda regionale elaborata da Sport e Salute e ICSC. Secondo il quadro presentato, il Lazio si colloca tra le regioni italiane con il più alto indice di praticanti continuativi, pari al 31,5%, e registra un tasso di sedentarietà del 31,1%, inferiore alla media nazionale indicata al 33,2%, con una riduzione del 7,5% negli ultimi due anni.
Per la Regione questi numeri confermano l’efficacia di una politica sportiva fondata su ascolto dei territori e interventi mirati. Il nodo infrastrutturale resta però centrale: molte aree, in particolare i piccoli Comuni, scontano ancora una dotazione impiantistica datata o insufficiente. Da qui la scelta di attivare bandi dedicati alla riqualificazione, all’ammodernamento e all’efficientamento energetico delle strutture, con una particolare attenzione ai contesti che storicamente hanno avuto meno strumenti per intervenire in autonomia.
Voucher sport e protocollo con Sport e Salute
Sul fronte della promozione, la misura più rilevante resta quella dei voucher sportivi, considerata dalla Regione una delle leve principali per allargare l’accesso allo sport di base. Nel 2025 il contributo da 500 euro è stato reso disponibile per 47mila famiglie, un dato che colloca il Lazio tra le regioni italiane con l’investimento più ampio e con una platea più estesa di beneficiari. La nuova edizione del bando per il 2026 è già stata avviata con l’obiettivo dichiarato di superare i risultati ottenuti nella prima fase.
Questa impostazione è alla base del protocollo triennale sottoscritto con Sport e Salute, indicato come uno strumento operativo per trasformare le risorse stanziate in azioni visibili sul territorio. Il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, ha definito la collaborazione con la Regione Lazio un modello istituzionale efficace, sottolineando come i fondi messi a disposizione abbiano già prodotto effetti concreti sia nella scuola sia nel sistema sportivo di base.
Tra i risultati richiamati figurano il programma Scuola Attiva Kids, che porta l’attività motoria in tutte le classi della scuola primaria, i bandi rivolti ai Comuni per riqualificare e rigenerare gli impianti, e soprattutto i voucher per lo sport, che nel 2025 hanno consentito a 47mila ragazzi del Lazio di svolgere oltre 1 milione e 700mila ore di attività in più di 1.700 società e associazioni sportive. Per la nuova edizione, le realtà candidate ad accogliere i destinatari dei voucher sono già circa 2.000.
Il piano presentato dalla Regione Lazio prova dunque a tenere insieme visione politica e strumenti operativi, mettendo al centro un’idea di sport come fattore di inclusione, crescita e riequilibrio sociale. La dimensione economica dell’investimento è rilevante, ma lo è altrettanto il messaggio che accompagna questa strategia: la pratica sportiva viene considerata una componente strutturale delle politiche pubbliche, non un settore accessorio, e proprio per questo chiamata a incidere in modo stabile sulla vita quotidiana delle persone.