“Pulvis” al Mitreo Iside: una mostra che nasce da un libro e mette alla prova il confine tra materia e percezione
13/01/2026
Nel calendario culturale del Municipio XI, la mostra-evento “Pulvis. Una mostra per un libro” si presenta come un’operazione essenziale e insieme ambiziosa, perché prende avvio dalla pubblicazione del volume Pulvis di Alessandro D’Ercole e prova a trasformare un’uscita editoriale in un dispositivo espositivo capace di tenere insieme linguaggi diversi, senza chiedere al pubblico un atto di fede preventivo. L’appuntamento è al Mitreo Iside Arte Contemporanea (via Marino Mazzacurati 61/63, Roma), con inaugurazione sabato 17 gennaio alle 16 e ingresso libero e gratuito, all’interno di un’iniziativa patrocinata dal Municipio XI.
Date, orari e informazioni pratiche: quando andare e cosa aspettarsi
Considerando che molti spazi indipendenti hanno programmazioni irregolari, in questo caso gli orari sono definiti con chiarezza: la mostra è visitabile fino al 4 marzo 2026, dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 19:30, con la precisazione che i festivi restano esclusi, così da evitare equivoci tipici di gennaio, quando il calendario è punteggiato di ricorrenze e chiusure straordinarie.
La sede, conosciuta come Mitreo Iside o Mitreo Arte Contemporanea, è nel quadrante di Corviale e mantiene una segreteria attiva negli stessi orari di apertura indicati sul sito, dettaglio utile quando si vuole verificare accessibilità, attività collaterali o eventuali variazioni legate a eventi concomitanti.
Arte e scienza come ricerca comune: perché “Pulvis” insiste su quantistica e neuroscienze
Nel testo di presentazione, l’iniziativa dichiara un’intenzione precisa: evidenziare come arte e scienza possano essere lette come parti di una stessa ricerca, richiamando acquisizioni della fisica quantistica e delle neuroscienze come strumenti di riflessione, più che come cornice decorativa.
Questo tipo di incrocio, quando funziona, non produce una “lezione” travestita da mostra, ma offre un lessico diverso per guardare ciò che è esposto: la polvere non come residuo, bensì come materia che cambia stato, come traccia, come elemento che costringe a ragionare sul tempo, sull’erosione, sulla trasformazione, su ciò che resta quando la forma si semplifica. Nella lettura proposta attorno a Pulvis, il riferimento alla ricerca scientifica sembra servire proprio a questo, cioè a spostare lo sguardo dall’oggetto finito al processo, e a suggerire che percezione e materia non si incontrano in modo neutro, perché l’esperienza estetica passa anche da come il cervello filtra, seleziona e interpreta.
Per chi partecipa all’inaugurazione, la formula “mostra per un libro” invita inoltre a un uso meno passivo dello spazio: l’evento è costruito per far dialogare pubblicazione e opere, e in alcune presentazioni pubbliche dell’iniziativa si parla anche di un momento di confronto a corredo della visita.