Professioni di montagna, il Lazio prepara una nuova cornice normativa
02/02/2026
L’aula della commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio ha aperto ufficialmente il confronto su una proposta destinata a incidere in modo strutturale sul turismo montano e sulle professioni che vi ruotano attorno. A illustrarla è stato il consigliere Daniele Maura (Fratelli d’Italia), primo firmatario della proposta di legge regionale n. 229 del 22 ottobre 2025, dedicata alla disciplina delle figure di guida alpina, aspirante guida e accompagnatore di media montagna.
Il provvedimento nasce con un’impostazione dichiaratamente ordinatrice: allineare il quadro regionale alla legge quadro statale del 1989, già recepita in molte realtà italiane, e colmare una lacuna che nel Lazio ha finora prodotto soluzioni parziali, frammentate e, in alcuni casi, poco coerenti con l’evoluzione del settore.
Una legge di sistema per professioni ad alta responsabilità
Nel corso dell’illustrazione in commissione, Maura ha chiarito che l’obiettivo non si esaurisce nella regolazione formale delle professioni. La proposta punta a costruire un canale stabile di formazione, accesso e riconoscimento per attività che oggi vivono spesso ai margini di un inquadramento professionale pieno, pur svolgendo un ruolo centrale nel turismo montano.
La sicurezza viene indicata come elemento non negoziabile. Le attività di montagna, per loro natura, espongono a rischi ambientali e tecnici che richiedono competenze certificate, aggiornamento continuo e responsabilità professionale chiara. In questo senso, la legge introduce strumenti di controllo e qualificazione che mirano a tutelare sia gli operatori sia gli utenti, valorizzando al tempo stesso la dimensione culturale e ambientale del lavoro in quota.
Struttura e contenuti della proposta di legge
Il testo si articola in 28 articoli, organizzati in cinque Capi. Il cuore normativo è rappresentato dalla disciplina della guida alpina, con una definizione puntuale dei gradi professionali, l’istituzione dell’Albo regionale, le modalità di abilitazione tecnica, i percorsi formativi, i doveri professionali e il sistema sanzionatorio. Ampio spazio è riservato anche al Collegio regionale delle guide alpine, chiamato a svolgere funzioni di garanzia e rappresentanza.
Un Capo specifico è dedicato agli accompagnatori di media montagna, per i quali vengono definite competenze, limiti operativi, modalità di iscrizione all’elenco speciale e obblighi di aggiornamento. Completano l’impianto le disposizioni comuni, che prevedono iniziative di promozione delle attività di montagna e un regolamento attuativo, oltre alle norme finali e finanziarie, con lo stanziamento iniziale previsto per l’esercizio 2025, destinato a essere aggiornato.
Il calendario dei lavori in commissione
Al termine della seduta, il presidente della nona commissione, Orlando Tripodi (Forza Italia), ha annunciato l’avvio delle audizioni a partire dal 17 febbraio. Fino al 10 febbraio, gruppi consiliari e commissari potranno indicare i soggetti da ascoltare, aprendo così una fase di confronto con operatori, associazioni e realtà formative del settore.
La discussione che si apre va oltre il perimetro tecnico della norma. In gioco c’è il riconoscimento pieno di professioni che presidiano territori fragili, contribuiscono all’economia locale e svolgono una funzione di tutela ambientale e sociale. Il percorso parlamentare dirà se il Lazio saprà dotarsi di una legge capace di tenere insieme qualità professionale, sicurezza e sviluppo sostenibile.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to