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Ponte Giulio Rocco, Ostiense e Garbatella tornano collegate: riaperto il cavalcaferrovia ricostruito

16/01/2026

Ponte Giulio Rocco, Ostiense e Garbatella tornano collegate: riaperto il cavalcaferrovia ricostruito

Per chi vive tra Ostiense e Garbatella, il Ponte Giulio Rocco non è mai stato solo un attraversamento: la sua chiusura ha spezzato abitudini, percorsi a piedi, viabilità di quartiere e tempi di spostamento. Oggi il ponte è stato inaugurato ed è pienamente operativo dopo una ricostruzione integrale, partita davvero quando si è trovato l’incastro economico che mancava: un investimento complessivo da 4,8 milioni di euro, coperto anche grazie al cofinanziamento della Regione Lazio.

L’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera ha legato l’opera a un risultato doppio: “ricucire” due quartieri storici e rimuovere un punto critico per la Roma-Lido, dove i treni, in prossimità del ponte, erano costretti da anni a rallentare.

Un’opera ferma dal 2016: perché la riapertura pesa più della sola viabilità

Il vecchio cavalcaferrovia risaliva al 1921 e venne chiuso nel 2016 per motivi di sicurezza, in un contesto segnato dalle verifiche successive agli eventi sismici nel Centro Italia.
Da quel momento, la frattura è diventata quotidiana: deviazioni, traffico redistribuito, percorrenze più lunghe per chi si muove tra i due lati della ferrovia. La riapertura restituisce continuità urbana e, sul piano simbolico, chiude una vicenda che si era trasformata in “cantiere fantasma” agli occhi di molti residenti.

Numeri, geometrie e scelte tecniche: com’è fatto il nuovo ponte

La nuova struttura, realizzata da Astral, è un ponte in acciaio più largo e più funzionale: 13,40 metri complessivi contro gli 8,40 del precedente, con doppia corsia a senso unico e marciapiedi raddoppiati. Il peso arriva a circa 370 tonnellate.
Il varo è avvenuto il 7 settembre e ha richiesto mezzi speciali (una gru di grandi dimensioni viene citata nelle ricostruzioni tecniche dell’operazione), seguito dalle lavorazioni di completamento: riposizionamento dei sottoservizi, pacchetto stradale, finiture e sistemazioni pedonali.

Dietro questi dettagli c’è la parte più delicata: demolire e ricostruire senza paralizzare il servizio ferroviario se non per tempi limitati, coordinando cantieri e interferenze in un nodo urbano già saturo. È qui che un progetto smette di essere rendering e diventa infrastruttura che regge davvero, giorno dopo giorno.

Effetto Roma-Lido: meno vincoli e più regolarità di esercizio

Il ponte non incide soltanto sul traffico stradale. Il punto citato dalla Regione è la messa in sicurezza dell’attraversamento ferroviario, con l’aspettativa di eliminare o ridurre i rallentamenti che penalizzavano la linea Roma-Lido in prossimità del cavalcaferrovia.
È un beneficio meno “fotografabile”, ma concreto: su linee già sotto pressione, anche una singola criticità infrastrutturale può generare effetti a catena su puntualità e tempi di viaggio.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.